Serie A.

Cagliari, Yerry Mina nel bene e nel male 

L’esperienza del difensore colombiano uno dei fattori nel rush finale per la salvezza 

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Yerry Mina nel bene e nel male. Il ginocchio sinistro è un fardello, lo sta gestendo in modo quasi chirurgico il difensore, sia in allenamento che in partita. E la delusione per la mancata convocazione della Colombia per le amichevoli con Croazia e Francia diventa - paradossalmente - un sollievo e un vantaggio, per lui ma anche per il Cagliari, per gestire al meglio la situazione in vista della prossima partita contro il Sassuolo, alla ripresa del campionato dopo la sosta. Partita che assume - manco a dirlo - un’importanza enorme dopo tre sconfitte di fila e, allo stesso tempo, i colpi di coda della concorrenza. Anche perché la sua presenza sabato 4 aprile al Mapei Stadium di Reggio Emilia diventa fondamentale complice la squalifica di Dossena.

Alti e bassi

Non sta certo attraversando il miglior periodo della sua carriera, il giocatore sudamericano, alla terza stagione in rossoblù, indubbiamente la più controversa. Proprio nell’anno dei Mondiali, il suo ultimo grande obiettivo in Nazionale quest’anno, oltre alla salvezza col Cagliari. Gli acciacchi con i quali convive ormai da tempo lo condizionano sempre di più, e l’esperienza arriva sin che può. A Pisa ha faticato parecchio (Pisacane lo ha addirittura sostituito dopo un tempo). Col Napoli ha retto solo in parte il confronto atletico, perché sul piano tecnico ce n’è sempre, e tanto pure. E soprattutto nel gioco aereo non ha i rivali.

Tecnica e sotterfugi

Continua a essere un fattore, insomma. E una spina nel fianco degli attaccanti avversari. In un modo o nell’altro riesce a disinnescarli, magari li sfinisce portandoli a reagire in modo scomposto, a volte fatale (l’ultimo a cadere nella sua trappola è stato Durosinmi allo stadio Arena Garibaldi). Spesso, tuttavia, la sua “pressione” sfocia in sotterfugi al limite della “legalità”. L’esperto Morata, esausto, aveva chiesto addirittura il cambio a Como, dando in qualche modo un segnale forte dal punto di vista mediatico. L’ultimo a lamentarsi è stato l’attaccante danese del Napoli Højlund che, dopo essersi sollevato la maglietta in campo mostrando all’arbitro il capezzolo arrossato che il colombiano gli aveva appena strizzato, il giorno successivo si è lamentato pubblicamente: «Questo ragazzo non gioca a calcio. Gli arbitri continuano a lasciare che questo accada. Non è la prima partita di questa stagione».

Il valore aggiunto

Sotterfugi a parte, Mina - voluto fortemente da Claudio Ranieri - è stato il valore aggiunto nella difesa del Cagliari nelle ultime due salvezze. Quest’anno sta incidendo a singhiozzo, ha giocato 19 partite su 30. Ma per Pisacane resta il punto di riferimento là dietro, e ogni occasione è buona per ribadirlo. Contro il Sassuolo Mina dovrebbe far coppia con il giovane uruguaiano Rodriguez, e il fatto di non essere andato in Nazionale gli permette di provare e riprovare sul campo la strategia scelta per l’occasione, oltre a cercare una condizione atletica quanto meno accettabile. Prima la salvezza, poi i Mondiali.

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