«Chiunque abbia informazioni o sospetti contatti gli uffici della Squadra Mobile». Investigatori al lavoro per dare un nome e un cognome al maniaco che agisce al Brotzu, molestando una tecnica di radiologia. Ma, è il sospetto dei poliziotti, l’uomo potrebbe essere il responsabile di altri episodi avvenuti in passato sempre nello stesso ospedale. Dell’autore dell’ultimo episodio ci sarebbero anche delle foto: le telecamere di sicurezza lo avrebbero ripreso mentre si allontanava dall’ospedale. Non si tratterebbe di persona con precedenti. Per questo gli investigatori della Mobile sono al lavoro e hanno chiesto anche la collaborazione di chi possa aver notato qualcosa di utile alle indagini.
La fuga
Al Brotzu c’è apprensione per quanto accaduto martedì sera poco prima delle 20. Il maniaco ha molestato una tecnica che lavora nel reparto di radiologia. La donna era al piano zero: è stata inseguita da un uomo che l’ha minacciata, inseguendola fino allo spogliatoio femminile. La vittima si è messa in salvo, chiudendosi a chiave all’interno dello stanzino e dando l’allarme. Ha chiamato i colleghi intervenuti pochi istanti dopo: ma del maniaco non c’era traccia. Il fatto è stato poi denunciato alla Polizia. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Davide Carboni, si sono messi subito al lavoro. Sono state analizzate le immagini dei sistemi di videosorveglianza interni all’ospedale. E sarebbero state recuperate le immagini di alcuni individui sospetti. Uno potrebbe essere l’uomo ora ricercato.
Il precedente
Inevitabile il collegamento con un altro episodio simile, avvenuto un mese fa. Un uomo mai identificato si era introdotto in Cardiologia, aveva preso di mira una operatrice socio sanitaria. In quell’occasione aveva indossato un camice, spacciandosi per medico, arrivando a palpeggiare una paziente. Era riuscito a scappare, facendo perdere le sue tracce. Sembra probabile che ad agire sia stato lo stesso uomo. Le indagini vanno avanti. E dagli uffici della Questura fanno sapere di essere a disposizione di chiunque abbia informazioni utili su questi due episodi. E sono in corso di accertamenti anche eventuali collegamenti con altri fatti avvenuti in passato, in particolare le molestie subite da due infermiere più di un anno fa.
L’appello
«L’episodio», scrivono i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della Uil-Fp, «ha provocato nella lavoratrice un gravissimo stato di choc e di angoscia, evidenziando una situazione di pericolo inaccettabile che riguarda l'intera platea dei dipendenti». Da qui l’appello a maggiori controlli per la sicurezza del personale e dei pazienti.
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