Il piano.

Buoncammino riapre le porte 

Accordo vicino: l’ex carcere sarà un polo culturale, sociale e universitario 

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Il cerchio si stringe e il grande enigma sul futuro dell’ex carcere di Buoncammino sembra finalmente vicino a sbrogliarsi. Quello splendido e severo gigante di cemento, che per ben 160 anni ha fatto parte della vita della città, dal 2014 aspetta di sapere cosa ne sarà del suo domani.

Dodici anni di silenzio e cancelli sbarrati che però, negli ultimi giorni, hanno lasciato spazio a un’accelerazione importante. Il dibattito tra le istituzioni è frenetico, gli incontri si susseguono e l’accordo definitivo – in vista del prossimo tavolo tecnico – appare ormai a un passo. Buoncammino si prepara a cambiare pelle.

La svolta

La svolta vera è arrivata mercoledì, con un primo e fondamentale passo: la firma in Municipio del protocollo d’intesa tra il Comune e il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria. Un accordo che parte dal sociale, concedendo l’area davanti all’ex carcere per valorizzare le attività dei detenuti delle colonie penali. «Ci concentreremo sulle azioni di reintegro della popolazione carceraria», ha precisato Zedda, ponendo l’accento su un progetto inclusivo che unisce riscatto sociale e riqualificazione urbana. Ma è solo il primo tassello di un mosaico molto più grande.
Proprio ieri infatti, un ulteriore incontro tra l’Agenzia del Demanio e il Comune ha confermato che l’aria è cambiata. Non si parla più di blindare la struttura per farne solo uffici pubblici, ma di restituirla ai cittadini.

«Stiamo proseguendo con la condivisa volontà di prevedere nuove funzioni – ha spiegato il sindaco Massimo Zedda al termine dell’incontro –. Tra le novità l’archivio di Stato, spazi per studentesse e studenti, aree ricettive, socio culturali e attività didattiche».

Gli fa eco Domenico Giuseppe Arena, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria: «È arrivato il tempo che i cagliaritani e chi visita la città ne possano fruire. Vogliamo riaprire in breve tempo uno spazio bellissimo ma ancora vuoto».

Le nuove mura

Il destino dell’ex penitenziario (15mila metri quadri di superficie) è tracciato dal “Piano Città” siglato a fine 2024 e in attesa della firma ufficiale.

Il progetto definitivo è in dirittura d’arrivo, ma il mix di attività promette di rivoluzionare la zona. Spazio agli studenti, con aule didattiche, aree studio e la nuova sede dell’Archivio di Stato. I cortili interni diventeranno una grande piazza pubblica per incontri, eventi e attività culturali. Anche il viale esterno cambierà volto con chioschi e piccole attività di ristorazione. I collegamenti pedonali con giardini e parchi poi rafforzeranno il rapporto tra il complesso e la città.

Il passato
Impossibile d'altronde ripensare il futuro di Buoncammino senza fare i conti con il suo passato. Nato nel 1854 durante la dominazione piemontese della Casa Savoia, il gigante di cemento sul colle di San Lorenzo è stato per 160 anni un'istituzione urbana indiscutibile. Nel novembre 2014 lo svuotamento e il trasloco dei detenuti a Uta. Ora, quella lunga storia carceraria si trasformerà in cultura grazie a un Museo della Memoria, mentre l'antico camminamento di ronda – un tempo riservato alla sorveglianza – verrà aperto a tutti come itinerario panoramico collegato ai giardini vicini.

Dopo tanti anni di attesa, il gigante buono di Cagliari è pronto a riaprire le porte.

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