Il caso.

Bufera politica sulle piste ciclabili 

Nuovi tracciati: scontro tra l’ex sindaco Truzzu e l’attuale maggioranza 

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Si allarga il fronte della polemica sulle piste ciclabili cittadine. Dopo la protesta di residenti e opposizione in via Pergolesi e il successivo scambio di accuse tra maggioranza e minoranza, interviene anche l’ex sindaco Paolo Truzzu, oggi consigliere regionale, rompendo un silenzio di cui, come lui stesso ricorda, si era dato «rigorosa consegna», imposto sulle vicende cittadine. Al centro del dibattito il progetto della pista ciclabile di via Pergolesi, recentemente uno dei temi più discussi della politica locale, e quello di via Vesalio.

L’attacco

A incendiare il dibattito è il presidente del Consiglio comunale, Marco Benucci. Carte alla mano, Benucci pubblica un post in cui invita l’opposizione a rileggere il percorso amministrativo che ha portato all’attuale progetto, richiamando il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) approvato nel 2021 proprio dal centrodestra. Tra quegli interventi, finanziati con 3,5 milioni di euro del Pnrr, seocondo il presidente, figurava anche il corridoio tra via Pergolesi e via Vesalio. L’affondo di Benucci è diretto: «Memoria corta o opportunismo politico? La mobilità sostenibile non dovrebbe essere una bandiera da sventolare quando si governa e da abbattere quando si sta all’opposizione. È una questione di coerenza».

La replica

La controrisposta di Truzzu non si fa attendere. L’ex primo cittadino interviene e, pur ammettendo l’adozione del Pums, ne ribalta il significato politico: «Era un atto di pianificazione obbligatorio, non una scelta ideologica né una cambiale in bianco. La mia giunta non ha approvato alcun progetto definitivo di restringimento della carreggiata in via Pergolesi, né lo avrebbe mai fatto: non era una priorità dei cittadini». Al fianco di Truzzu si schiera anche il consigliere di minoranza Roberto Mura, che sposta l’attenzione sul presente e attacca frontalmente l’attuale sindaco: «La Giunta Zedda impone le piste dall’alto, ignorando i residenti. Tutto discende dalla delibera n. 27 del 17 febbraio 2026: è assurdo che oggi l’Amministrazione provi a scappare dalle proprie responsabilità politiche».

La difesa della Giunta

In mezzo a questo fuoco incrociato, l’assessore alla Mobilità Yuri Marcialis interviene per riportare l’ordine tecnico, difendendo le scelte della giunta Zedda ed evidenziando i vincoli reali: «È utile distinguere tra pianificazione e singoli interventi. Noi abbiamo ereditato risorse vincolate, scadenze e obiettivi dal Pnrr per realizzare 12 chilometri di collegamenti e unire una rete oggi frammentata».
Marcialis entra poi nel dettaglio dei cantieri contestati per rassicurare gli animi: «In via Pergolesi non elimineremo i parcheggi. Useremo parte della carreggiata migliorando l’asfalto e la sicurezza della circolazione». Su via Vesalio, invece, «la pista ciclabile e il restringimento della carreggiata erano già stati realizzati negli anni scorsi. L’intervento oggi in corso riguarda invece la realizzazione di una fascia verde al posto dell’attuale area zebrata».

La città

Mentre la politica duella, la città resta divisa. C’è chi guarda al futuro con pragmatismo, come Luca Galasso, edicolante di via Deliperi: «Sono ottimista – si dice –. Spero si mantengano i parcheggi, ma di certo una pista ciclabile non mi farà chiudere le serrande». Il fronte dello scetticismo, però, resta caldissimo. «Soldi spesi inutilmente, qui in bici non va nessuno», taglia corto Carlo Vargiu, residente a Mulinu Becciu. Una rabbia che cresce man mano che i cantieri si avvicinano a via Pergolesi, come conferma la residente Vanna Diana: «Questa città ha troppe salite e fa caldo, non è fatta per le bici. Questi lavori sono una tragedia, sono solo soldi buttati».

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