La città spegne le luci troppo spesso, e non per scelta. Le serrande restano abbassate, i registratori di cassa muti e le case immerse nel buio. Episodi di blackout che non colpiscono più solo l’illuminazione di strade e marciapiedi.
Le zone più colpite
A restare “a lume di candela”, specialmente nel quartiere di San Benedetto ma anche a Villanova, sono sempre più spesso abitazioni private ed esercizi commerciali. Un’emergenza continua, che paralizza la vita quotidiana dei residenti, danneggia le attività economiche e mette a dura prova la pazienza dei cittadini.
«In un mese si sono registrati otto blackout – racconta stremata Teresa Idda, residente di via Eleonora d’Arborea –, se contiamo solo quelli in cui eravamo in casa e abbiamo potuto tenerne conto. Mattinate intere senza corrente, e la bolletta arriva cara comunque».
Il disagio
Una situazione insostenibile che entra nelle mura private di centinata di cittadini. «Una volta dal numero di supporto mi hanno risposto che c’erano 189 famiglie senza corrente, un’altra volta prima di Natale 114», continua Idda. Casi continui di blackout che, al di là dei preavvisi, determinano un enorme disagio per le persone colpite: niente scaldalatte per i bambini o ascensori per gli anziani, freezer e riscaldamenti staccati e incassi persi per i commercianti.
«In un giorno di pienone come la Vigilia di Natale, abbiamo avuto una grossa perdita. A causa di un blackout improvviso siamo stati costretti a rimandare molti appuntamenti – spiega Tiziana Polizzia, parrucchiera in un salone di via San Lucifero –. Anche questo inizio gennaio è ricapitato un sabato mattina, giorno in cui generalmente lavoriamo tantissimo. Purtroppo la luce è saltata per molte ore, gli appuntamenti si sono accavallati e diverse clienti sono andate via. Succede abbastanza di frequente».
Le comunicazioni
A rendere ancora più grave la situazione è la mancanza di chiarezza nelle comunicazioni: a volte gli avvisi arrivano via app e molti, specialmente tra i più anziani, non lo vengono a sapere per tempo, e anche quando vengono affissi i cartelli sui lampioni, spesso sono distanti e capita di non incrociarli.
Tra l’altro succede che siano necessari interventi straordinari e che residenti ignari si trovino isolati in casa, come è capitato mercoledì mattina in via Paoli ad Angela Multinu. «Il blackout è stato completamente inaspettato, e inoltre non è stato neppure semplice ottenere informazioni dall'Enel per capire quando sarebbe finita l'interruzione della luce. Ho dovuto aspettare per fare la spesa, dato che non potevo farmi quattro piani di scale carica di buste» racconta indispettita. C’è persino chi, durante la mattinata, si è spostato dal lato opposto della strada in un bar non interessato dal calo della luce per «continuare a studiare e lavorare» racconta Giovanni Gondolini, titolare del locale.
I disservizi
Cali di tensione che rappresentano un problema serio soprattutto per i commercianti: «Di solito quando ci sono interventi nelle cabine vengono lasciati gli avvisi e capita che la luce ritorni anche prima del previsto. È innegabile però che anche solo due ore di buio rappresentino un grande disagio», dice Gabriella Deiana responsabile di un’attività commerciale in via Eleonora d’Arborea. «Una volta siamo stati costretti a mandare via le persone in sala e offrendo anche degli omaggi per scusarci del problema arrecato. Per fortuna mi vengono in mente pochi episodi però, che siano annunciati o meno, queste occasioni per noi rappresentano una grande difficoltà, perché ci obbligano a chiudere e perdere giornate di lavoro». E quando la corrente salta, ciò che resta acceso è il malcontento.
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