Tortolì.

Bike sharing, l’ora della verità 

Dopo il flop del passato pronte bici elettriche e 20 monopattini 

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La mobilità sostenibile all’esame di maturità. Flop colossale in passato, con migliaia di euro investiti e un progetto che non ha mai catturato l’interesse di residenti e turisti, il bike sharing è la nuova scommessa per offrire un servizio che invita a vivere la cittadina a piedi. Non solo bici elettriche, come nel progetto precedente mai decollato, ma anche monopattini. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, che attende operatori del settore per affidare il servizio, c’è la riduzione del traffico urbano, in un periodo storico segnato dall’impennata dei prezzi del carburante. L’idea è quella ad esempio di raggiungere il lido di Orrì in bici o su un monopattino partendo da Porto Frailis.

L’iniziativa

C’è, prima di tutto, da sconfiggere le streghe del passato. Nella cittadina, il bike sharing, che avrebbe dovuto diffondere un nuovo modello di trasporto, sostenibile e condiviso, racconta di un flop con 16 biciclette, fra le piazze Fra Locci e Porto Frailis, finite per diventare ferraglia.

In Comune ci riprovano: vogliono potenziare il sistema di mobilità sostenibile basata sull’intercambiabilità dei mezzi di trasporto e sull’utilizzo di sistemi a zero impatto ambientale che consentano gli spostamenti nell’ambito urbano e lungo il litorale in modo confortevole e green. L’ente mette a disposizione di una ditta specializzata (sono attese le manifestazioni di interesse) 20 monopattini e 5 bici elettriche. «Perché ora - è il ragionamento del sindaco, Marcello Ladu - i tempi sono cambiati, anche sotto il profilo normativo per quanto riguarda questa categoria di mezzi. Siamo convinti che la mobilità sostenibile sia un investimento importante per la nostra comunità». Investimento che non rappresenta costi di gestione: «Al Comune costerà zero», precisa il primo cittadino.

Le ombre

Sull’iniziativa, l’amministrazione nutre ambizioni di successo. Ma il passato è ingombrante, e non solo a Tortolì. Anche il progetto di bike sharing realizzato dal partenariato Baunei (Santa Maria Navarrese)-Lotzorai-Triei è naufragato. A Tortolì, il piano originario, che risale a quasi quindici anni fa, è rimasto tale solo sulla carta. Due postazioni con 8 colonnine per 16 bici pronte all’uso. Fra il 20 maggio 2016 e il primo luglio dello stesso anno (quando il sistema era andato in tilt) il servizio aveva fruttato 286 euro. In media erano stati attivati 35 abbonamenti giornalieri al costo di 8 euro. Ma quello che in altre località a vocazione turistica è un servizio collaudato, da queste parti ha fatto acqua: oggi le biciclette sono finite in soffitta e i modelli ormai fuori tempo. Ora si insegue una nuova formula. Aspettando potenziali gestori.

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