Assemini.

Battaglia in Aula e fuori per salvare gli alberi 

Il sindaco chiude il parco di Santa Lucia, i cittadini temono per il destino delle piante 

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Ad Assemini la gestione del verde pubblico continua a far discutere, trasformandosi in un terreno di scontro politico che non accenna a placarsi. Al centro del dibattito stavolta è il parco di Santa Lucia, all’ingresso della cittadina provenendo da Decimomannu, al centro di un’ordinanza sindacale di chiusura temporanea che ha riacceso i timori sul destino del patrimonio arboreo. Con la prima ordinanza del 2026, firmata dal sindaco Mario Puddu il 15 gennaio, è stata disposta la chiusura del parco compreso tra le vie Cagliari, Manin, Gobetti e corso Africa, per le giornate del 19, 20 e 21 gennaio. L’obiettivo è consentire alla ditta Sicilville di effettuare interventi di potatura e abbattimento di alberi giudicati ormai secchi. Tuttavia, il cronoprogramma è destinato a subire slittamenti: l’allerta meteo rossa che sta colpendo la Sardegna in queste ore renderà impossibile l’avvio dei lavori nei tempi previsti, posticipando l’intervento di qualche giorno per garantire l’incolumità degli operai.

Il precedente

La questione non è nuova. Già lo scorso dicembre, il Consiglio comunale era stato teatro di un acceso confronto. Il consigliere di opposizione Stefano Demontis aveva sollevato forti dubbi sull’abbattimento massiccio (portato a termine in questi giorni) di pioppi bianchi lungo la Statale 130, denunciando un «impoverimento del patrimonio arboreo» e ipotizzando un possibile danno erariale. Secondo Demontis, molti degli alberi abbattuti avrebbero potuto essere salvati con potature mirate, in quanto esemplari trentennali colpiti solo superficialmente da stress idrico. L’assessora al Verde pubblico, Alessia Meloni, aveva però difeso l’operato del Comune citando relazioni tecniche precise: si parla di «morte in piedi». Gli alberi, indeboliti dal maestrale e dalle carie del legno, rappresenterebbero un rischio concreto di schianto. «Situazioni critiche e vulnerabili», aveva ribadito Meloni, assicurando che le specie rimosse saranno sostituite con querce, frassini, carrubi e allori, piante più resistenti e adatte al contesto urbano.

Il monito

Nonostante le rassicurazioni tecniche, la vigilanza politica resta alta. Dalla minoranza Niside Muscas ha espresso preoccupazione per l’intervento imminente nel parco Santa Lucia: «Il verde è un bene prezioso per bellezza e sicurezza. Mi auguro che i tagli siano realmente necessari, che il numero sia esiguo e che la sostituzione avvenga immediatamente, magari aumentando il numero di fusti piantati rispetto a quelli rimossi». La sfida per il Municipio sarà adesso dimostrare, con i fatti e quindi con le nuove piantumazioni, che l’operazione non è una semplice “tabula rasa”, ma un necessario ricambio per garantire una città più sicura e, nel lungo periodo, più verde.

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