Sant’Anna Arresi.

Barca bruciata dopo lo sbarco, arenile inquinato 

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Prima lo sbarco all’alba, poi la decisione di far sparire il barchino con cui avevano raggiunto l’Isola sbarcando nella spiaggia di Porto Pino al confine tra i territori di Sant’Anna Arresi e Teulada. Fortuna ha voluto che ieri mattina il vento non soffiasse come nei giorni scorsi, altrimenti lo sbarco dei migranti, l’ennesimo in questa spiaggia, si sarebbe concluso con un incendio in pineta. Tuttavia il danno ambientale c’è ed è grave perché il barchino in vetroresina si è completamente squagliato inquinando acqua e battigia; i resti della barca sono dove oggi sono arrivati i bagnanti e tutto l’arenile circostante è stato sporcato da cenere e altri rottami inceneriti.

Il sindaco di Sant’Anna Arresi, Paolo Dessì, è stato tra i primi a intervenire. «I sette giovani migranti avevano cercato di dileguarsi ma poi sono stati individuati e scortati in un luogo sicuro dove sono stati rifocillati in attesa dei personale di Frontex che li ha condotti a Monastir. – spiega il primo cittadino – Ora c’è da affrontare il problema del danno che hanno causato in spiaggia, l’ennesimo che dobbiamo fronteggiare». Nei giorni scorsi Dessì, con il sindaco di Sant’Antioco, aveva sollevato il problema dei controlli sugli sbarchi: «Serve maggiore organizzazione – sottolinea ancora Dessì – nelle prime fasi dell’emergenza tutto è in mano ai Comuni ed è davvero complicato con pochi vigili urbani e un territorio da seguire. Un presidio fisso di controllo agevolerebbe enormemente il nostro lavoro, soprattutto durante la stagione estiva». (s. p.)

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