Comune.

Arriva la Tarip, ma è già scaduta 

Consegna delle bollette in ritardo e dubbi sul calcolo della tariffa puntuale 

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A Oristano le fatture della Tarip 2026 stanno arrivando nelle case quando la prima scadenza, fissata a ieri, è già passata. Il Comune ha chiarito che chi riceverà l’avviso in ritardo potrà pagare senza mora. Ma la questione più interessante, e più difficile da liquidare, riguarda la possibilità di controllare come è stato costruito il conto da pagare. È questo il punto che emerge dalle segnalazioni sulla Tarip 2026.

A luglio, quando il Consiglio comunale approvò le tariffe, l’assessore al Bilancio Simone Prevete aveva evidenziato che non sarebbe stato necessario un aumento generalizzato anche grazie a quell’81,68 per cento di differenziata che ha garantito una premialità regionale di 343.468 euro. Eppure molte bollette sono più alte. Antonio Cubeddu, del patronato Inca Cgil, porta il proprio caso: «Nonostante un’attentissima differenziazione dei rifiuti, la mia bolletta è arrivata quasi a 400 euro, più alta rispetto a un anno fa». Ma, più dell’aumento, quello che lo lascia perplesso è il modo in cui il conto può essere ricostruito. «È assurdo che una tassa così importante venga calcolata sulla base di operazioni che il cittadino non può controllare».

Il calcolo

Il riferimento è agli svuotamenti del secco, una delle componenti della tariffazione puntuale. La tariffa comprende già un numero minimo di conferimenti: per le utenze domestiche sono 24 per una persona e fino a 36 per i nuclei con sei o più componenti. Soltanto gli svuotamenti oltre quella soglia vengono addebitati, al costo di 0,07 euro al litro. Il problema, dunque, non è soltanto stabilire quanto costa uno svuotamento aggiuntivo. È sapere quanti ne risultano effettivamente registrati per quella specifica utenza. Cubeddu racconta di aver cercato il dato sia nell’area personale del sito del Comune sia sul portale della raccolta differenziata, IoMiRifiutoOristano, senza riuscire a trovarlo.

L’associazione

Una questione che porta direttamente alla trasparenza e sulla quale interviene anche Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna. «Il Comune dovrebbe far capire ai consumatori quanti ritiri gli operatori hanno fatto per singola utenza». Per Vargiu il sistema dovrebbe rendere evidente il rapporto tra produzione dei rifiuti e importo finale. E sul meccanismo “puntuale” aggiunge: «Non è vero che sei incentivato a conferire meno, perché il numero di svuotamenti concessi è altissimo. La formula “meno produci e meno paghi” non regge». Una critica che Francesco Federico, consigliere di minoranza, ha ribadito più volte. C’è poi un altro elemento poco intuitivo: gli eventuali svuotamenti aggiuntivi indicati negli avvisi del 2026 si riferiscono al 2024. Il meccanismo prevede infatti che quest’anno vengano addebitate le eccedenze di due anni fa; nel 2027 saranno conteggiate quelle del 2025.

Il sistema

Gli uffici comunali chiariscono «il conferimento del secco in un numero inferiore rispetto ai minimi previsti in tariffa non determina sconti o riduzioni». Semplicemente, non vengono addebitate le eccedenze. Quanto ai dati, gli svuotamenti aggiuntivi vengono rilevati automaticamente dal gestore e trasmessi al software KTarip, che calcola gli importi. Per verificare la propria situazione il riferimento è il Servizio Ambiente, competente anche per la gestione dei contenitori. Resta però un passaggio che sembra decisivo per la fiducia nel sistema: se una parte della tariffa dipende da quanti rifiuti si conferiscono, il contribuente deve poter vedere quei numeri.

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