Non è solo un tetto. È un letto rifatto, una doccia calda, una porta che si chiude alle spalle lasciando fuori il freddo - o il caldo - e quella strada diventata troppo familiare. La Stazione di posta di via Cilea - il centro per i senza fissa dimora voluto dal Comune e a disposizione di tutti i territori del Plus Quartu-Parteolla - non è più un progetto sulla carta o un cantiere infinito in corso, ma una residenza vera per chi una casa non ce l’ha più.
Ambienti confortevoli
Un modello di contrasto alla povertà e di inclusione concentrato nell’ex palazzina della solidarietà, un edificio che per anni era rimasto in silenzio e che ora è tornato a vivere. Ristrutturato con i fondi del Pnrr - poco meno di un milione di euro - è stato pensato non come dormitorio d’emergenza, ma un luogo dignitoso che sa di ripartenza. Dentro ci sono 12 posti letto - sei per gli uomini e sei per le donne - sei camere distribuite in due ale separate, piccole ma curate: mobili e materassi nuovi, il bagno a disposizione. Con la possibilità di avere un po’ di privacy, di posare una borsa, di sentirsi al sicuro.E poi c’è tutto il resto, quello che sulla strada manca: un ambulatorio per il primo soccorso, una farmacia sociale per chi non può permettersi una medicina, le docce, e una zona comune. Una sala dove sedersi, bere un caffè caldo, parlare, passare le ore del giorno senza dover vagare da una panchina all’altra. Un posto dove restare, non solo dove dormire.
La rete di enti
Solo in città i senza fissa dimora sono circa un centinaio. Uomini e donne che per motivi diversi - la perdita di un lavoro, una separazione, una malattia, un affitto che non si riesce più a pagare - si sono ritrovati fuori da tutto. La Stazione di posta è a disposizione di tutto l’ambito Plus, quindi di tutti i Comuni del distretto, ma nasce qui, dove il bisogno è più visibile.A farla funzionare non sarà un singolo ente, ma una rete. Quella costruita in questi anni dai Servizi sociali del Comune con il Terzo settore. Dentro la struttura si alterneranno, giorno e notte, assistenti sociali, educatori, volontari, un custode. Non solo per gestire i turni, ma per ricostruire un filo. Per ascoltare, orientare, provare a rimettere in piedi un percorso.
Punto di riferimento
In settimana entreranno i primi ospiti, alcuni già seguiti dai Servizi sociali, altri arriveranno tramite il Pronto intervento sociale attivato ad agosto. Dodici posti letto che raddoppieranno appena saranno conclusi i lavori, che inizieranno a breve, al secondo piano della palazzina di via Cilea. «Un altro tassello nel percorso avviato nella scorsa consiliatura al fianco di chi si trova in condizioni di estrema difficoltà», spiega l’assessore ai Servizi sociali Marco Camboni. «A Quartu le situazioni di fragilità non sono poche, e come amministrazione cerchiamo quotidianamente di non lasciare indietro nessuno».
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