Il serpentone di auto avanza a passo d’uomo già di mattina davanti al nuovo cantiere di viale Molo Sant’Agostino, lungo il porto. Si frena, si riparte per pochi metri, poi un’altra attesa. C’è chi guarda nervosamente per capire la natura del “blocco”, chi si dispera per non aver scelto una via alternativa (via Sassari) e chi è rassegnato. È una scena che da ieri si ripete e che per molti automobilisti è la nuova immagine di una città attraversata dai lavori. E da oggi, al massimo domani, il percorso rischia di complicarsi ancora. In via Roma, infatti, nel tratto tra piazza Deffenu e l’Hublot, scatterà un nuovo restringimento della carreggiata (ridotta a una corsia per senso di marcia) per consentire lo spostamento della rete del gas, un intervento necessario per consentire ad Arst di andare avanti (sempre a rilento) con i lavori della metropolitana. Un altro imbuto destinato ad appesantire la circolazione. Sbottano i cagliaritani, protestano i consiglieri comunali di minoranza.
L’accusa
«Il Comune autorizza tutto senza pretendere nulla», tuona Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «Non pretende un numero adeguato di operai,non pretende un'accelerazione dei lavori, non pretende il rispetto delle date annunciate. E l’aspetto più grave e che spesso i cantieri appaiono semivuoti, i tempi e i disagi aumentano ma non aumentano le maestranze. Il Comune si sta comportando come un semplice ufficio di autorizzazione. Prima di autorizzare un solo ulteriore restringimento», dice ancora, «il Comune renda pubblico il cronogramma reale, pretenda un rafforzamento immediato dalle squadre di lavoro e dica quando finalmente termineranno i cantieri, altrimenti non si sta amministrando». Il concetto lo ribadisce Pierluigi Mannino, FdI: «Via Roma era già un imbuto, ora è una clessidra. Prima chiudono la corsia preferenziale centrale, da piazza Deffenu a Matteotti. Poi butti tutti – bus, auto, taxi - nelle due corsie rimaste sul lato porto, e quando le persone si sono abituate alle modifiche alla viabilità, che fai? Vai a restringere pure la carreggiata lato porto per nuovi lavori. La chiamano metropolitana leggera. Di leggero c'è solo il modo in cui prendono in giro la gente. Cantiere pesantissimo e infinito. E si palesa sempre la stessa cosa: il caos».
Le novità
Il problema non sono soltanto i nuovi restringimenti. È l’effetto domino provocato dalla sovrapposizione di più interventi nella stessa area. Da ieri mattina in via Molo Sant’Agostino è infatti operativo un altro cantiere per la sistemazione dei sottoservizi (dopo che pochi giorni è stato chiuso un altro cantiere in via Riva di Ponente). Anche in questo caso la carreggiata è stata ridotta, con il traffico che rallenta proprio nel punto in cui le auto si dirigono verso piazza Matteotti. Qui si incontra un ulteriore ostacolo: il grande cantiere della metropolitana leggera, che da mesi modifica la circolazione e rappresenta uno dei nodi più delicati dell’intera rete viaria cittadina. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Code che si allungano nelle ore di punta e automobilisti che cercano percorsi alternativi. E la sensazione, condivisa dagli automobilisti, è quella di una città nella quale ogni cantiere nasce senza una reale pianificazione con gli altri.
In via Roma
«Non è così», dice il Comune. Ma girando per la città, sembra esattamente così. Perché se il cantiere di viale Molo Sant’Agostino ha già messo a dura prova la pazienza dei cagliaritani, tra oggi e domani un nuovo collo di bottiglia è destinato ad aggravare la situazione. In via Roma, tra piazza Deffenu e l’uscita del porto, di fronte al consiglio regionale, per intendersi, la carreggiata verrà ulteriormente ristretta per consentire lo spostamento della rete del gas, un passaggio indispensabile per i lavori della metropolitana. Fino al 17 settembre, ma visti i tempi dei cantieri, forse anche dopo, chi arriva da viale Colombo o da piazza Matteotti dovrà fare i conti con nuovi rallentamenti. Un’altra prova di nervi per gli automobilisti. Un altro caos, insomma.
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