Olbia.

All’asta la sede della tv chiusa 

Ultimo atto del fallimento Cinquestelle, tra i creditori venti lavoratori 

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La dicitura è quella tecnica delle perizie sugli immobili, la procedura fallimentare riguarda un lotto della zona industriale di Olbia con un capannone industriale e “sovrastante corpo di fabbrica adibito a studio di produzione radiotelevisiva”. Valore stimato, un milione e 400mila euro, tanto serve (è la base della vendita giudiziaria) per aggiudicarsi la sede dell’emittente televisiva Cinquestelle Sardegna. Un pezzo di storia delle tv sarde va all’asta il prossimo 31 marzo. Procede il Tribunale di Tempio, il fallimento è quello della Tesar srl (società del gruppo Iervolino) dichiarata fallita nel 2018 (curatore, Fabrizio Oronti). L’asta dell’immobile di via Corea è l’ultimo atto di una procedura complessa che interessa da vicino i creditori della Tesar (una ventina di lavoratori, giornalisti e tecnici della tv, insieme a Grandi Alberghi e Italfondiario). Sono stati già venduti all’asta i diritti di utilizzo della posizione 11 nella numerazione logica dei canali (LCN) del digitale terrestre (per un importo di circa 220mila euro) e tutto il patrimonio audiovisivo di quasi 1500 cassette Beta che documentano diversi decenni di servizi giornalistici in tutto il Nord Sardegna (materiale tutelato dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Sassari) acquistato dal Comune di Olbia per circa 20mila euro. E adesso c’è la parte più importante del patrimonio della emittente olbiese, ossia la sede in zona industriale.

Il Cipnes

La tv Cinquestelle Sardegna (nata nel 1978) inizia la sua crisi nel 2014 e quattro anni dopo la società proprietaria viene dichiarata fallita. La sede di via Corea è in ottime condizioni e costituisce l’asset più importante del patrimonio fallimentare. Il Cipnes aveva iniziato la procedura riacquisitiva del lotto e del capannone, iter obbligato dopo il fallimento e a seguito della cessazione dell’attività. Ma la curatela fallimentare ha fatto i suoi passi formali e la procedura è stata sospesa. Il Consorzio industriale resta sullo sfondo, ma per ora non c’è una iniziativa diretta di riacquisizione. Gli ex dipendenti della emittente guardano con attenzione all’evolversi della vendita giudiziaria, alla quale (contatti dal Tribunale) hanno dato il via libera. Si tratta di persone, molti i giornalisti, che hanno documentato i più importanti fatti avvenuti in Sardegna sino al 2014.

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