Pugilato.

Al Poetto per imparare la nobile arte della boxe 

L’Open Day gratuito sulla spiaggia ha radunato atleti e amatori fin dalle 7 di sabato 

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Un Open Day per provare il pugilato in una location speciale: la spiaggia del Poetto di Quartu. Oltre un’ora di seduta intensa, alle 7 del mattino di sabato, per uno stage che ha portato sulla sabbia partecipanti di tutte le età (da 15 a 65 anni) interessati a mettersi alla prova con la “nobile arte”. All’appuntamento proposto dal maestro Antonio Moi della palestra TM Boxing di Su Planu, aperto a tutti e gratuito, hanno risposto oltre 60 partecipanti, fra soci ed esterni, con una ventina di donne.Tra corsa in spiaggia, round di tecnica, allenamenti a corpo libero e stretching, si è trattato di un modo per avvicinarsi alla disciplina e conoscerla in un contesto diverso dal solito. «Abbiamo deciso di fare questa giornata all’aperto», racconta Moi, «e non sarà l’unico appuntamento perché vogliamo riproporlo in altre zone della città, fra cui Terramaini e Monte Claro, per far conoscere la boxe a un numero sempre più crescente di appassionati».

Gli obiettivi

Le differenze fra un allenamento in palestra e in spiaggia sono numerose, ma non cambiano le finalità. «Si tratta di una preparazione tecnica completa», spiega Moi. «Aerobico, cardio, fiato, resistenza, potenziamento, tonicità muscolare, rapidità nonché uso di attrezzi sempre finalizzato al pugilato. Sono tutti contentissimi, fra le varie cose dicono di aver mosso muscoli che non pensavano di avere».

Sulla sabbia ci sono amatori e agonisti, atleti con alle spalle combattimenti e altri che si sono appena avvicinati al mondo della boxe. E a seguire la dimostrazione si ferma anche qualche bagnante incuriosito dal gruppo. «La parte principale è il lavoro tecnico riguardante il pugilato», segnala Moi. «La scelta di fare questa dimostrazione alle 7 del mattino è stata per non impegnare troppo la giornata, in un momento dove non c’è particolarmente caldo e dove si può trovare anche parcheggio facilmente».

Le testimonianze

A sudare in spiaggia – con il sorriso – sono in tanti e con storie differenti. «Ho approcciato il pugilato a 39 anni: venivo da una brutta malattia, mi ha dato la spinta per riiniziare a vivere», racconta Ilaria Secci, di Cagliari. «La boxe è come la vita: devi schivare, rialzarti se cadi, reagire, soprattutto evitare di prendere colpi. La consiglio a tutti». Davide Zedda è un sarto e svolge «un lavoro sedentario, lo sport mi aiuta moltissimo per mantenere mente e corpo in salute alla mia età, 66 anni. E aiuta a mantenere lontani gli eccessi di zuccheri, che oggi sono molto comuni spesso nei giovani».

«Ho scelto la boxe soprattutto per la difesa personale», sottolinea Michela Mancini. «Ma, a livello mentale, è uno sport che ti gratifica: se ti applichi i risultati si vedono». Tra chi combatte c’è Lorenzo Conti: «Il pugilato mi ha salvato, arrivavo da un periodo dove avevo perso la voglia di fare sport. Con la disciplina che mi ha dato mi sono laureato, ho ripreso il mio fisico e non sono finito fuori strada». E al termine dell’allenamento, per tutti, il premio è stato poter fare un bagno in mare.

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