ROMA. Dagli arresti domiciliari Mario Adinolfi, accusato dalla Procura di Roma di truffa ed evasione fiscale, si dichiara innocente e respinge ogni accusa. In una lunga nota il leader del Popolo della Famiglia afferma la sua «totale innocenza» nella vicenda legata alla “scommessa collettiva”, un circuito di raccolta fondi da privati ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. Una nota in cui cita Dio, la fede con riferimenti biblici. «Ringrazio gli amici e anche alcuni avversari che mi hanno fatto arrivare messaggi di sostegno e solidarietà», esordisce Adinolfi affermando di vivere «con serenità» queste ore grazie alla «fede». L'indagato, che nei prossimi giorni comparirà davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia, definisce la vicenda che lo ha travolto come «surreale» e in cui «è evidente l'ingiustizia grave patita da me e dalla mia famiglia. Ma Dio quando vuole mostrare la regalità di Davide non gli manda una corona, gli manda Golia». Chi indaga gli contesta una truffa da 5 milioni di euro e un'evasione fiscale da 400 mila euro. Denaro ottenuto dai partecipanti all'attività di betting che sarebbe stato impiegato d’l 55enne per viaggi, acquisto di immobili, orologi e quadri. L'ex parlamentare aggiunge che affronterà « l'onta del braccialetto elettronico che a Roma si riserva solo agli autori di crimini violenti e neanche a tutti loro».
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