L’inchiesta.

«Accoltellato alle spalle senza motivo» 

Parla uno dei feriti nell’aggressione in discoteca: sferrati cinque fendenti 

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«Cinque coltellate, due a me e tre al mio amico, senza che noi avessimo fatto niente. Io in particolare sono stato aggredito alle spalle completamente ignaro di cosa stesse accadendo attorno, senza aver provocato e nemmeno guardato nessuno di quei quattro ragazzi». Uno dei due 24enne ricoverati in ospedale, dopo l’aggressione finita nel sangue avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorsi nella discoteca Amnesya di via Contivecchi, dal letto della sua camera del Brotzu ritorna su quanto successo. Dopo che un sedicenne si è presentato in Questura, dicendo di essere stato lui ad accoltellare i due giovani, una delle vittime rivive quei drammatici momenti.

La verità

«Sono diverse le inesattezze contenute nella confessione del sedicenne». Prima di tutto le coltellate: i due 24enne sono stati colpiti più volte. «Tre fendenti al mio amico, due a me. In tutto cinque». E come le vittime hanno già riferito agli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Davide Carboni, avrebbero solo subito un’aggressione: «Quindi», spiega ancora il giovane ricoverato al Brotzu, «quel ragazzino non si è difeso da nessuno». Tutto sarebbe avvenuto in spazi ristretti: «Io sono stato colpito alle spalle. Non ho capito cosa stesse succedendo. Posso solo ribadire, come detto agli agenti, che non abbiamo guardando nessuno di quei quattro ragazzi, nè li abbiamo certamente provocati». Dunque la ricostruzione del minorenne, intervenuto in difesa di un familiare, come riferito nella sua confessione ai poliziotti, «non è assolutamente vera perché non c’era nessuno in pericolo».

Sotto accusa

Le indagini della Squadra Mobile, iniziate subito dopo il primo intervento degli agenti delle volanti, hanno permesso in poco tempo di ricostruire quanto accaduto quella notte tra l’interno della discoteca e l’esterno. E in poco tempo sono stati identificati i quattro presunti responsabili accusati di duplice tentato omicidio: tre minorenni e un maggiorenne. Restava da capire chi avesse materialmente sferrato le coltellate. E martedì, insieme al proprio avvocato Marco Fausto Piras, si è presentato negli uffici della Squadra Mobile uno dei quattro indagati, un sedicenne. «Sono stato io a usare il coltello. Mi sono preoccupato per un mio familiare, coinvolto in una rissa, e sono intervenuto in sua difesa». Questa la sua versione. Ovviamente dovrà essere verificata e confrontata con le altre testimonianze raccolte dagli investigatori e con tutti i riscontri effettuati dai poliziotti. Il coltello non è stato recuperato. I due gruppi, secondo una prima ricostruzione, si sarebbero fronteggiati per una sigaretta rifiutata e per qualche parola di troppo. Poi l’aggressione, le coltellate, la fuga dei presunti responsabili e i soccorsi ai 24enni feriti.

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