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#AccaddeOggi: 15 aprile 1989, iniziano in Cina le proteste di piazza Tienanmen

Due mesi di proteste contro il regime, poi la feroce repressione
accaddeoggi 15 aprile 1989 iniziano a pechino le proteste di piazza tienanmen
#AccaddeOggi: 15 aprile 1989, iniziano a Pechino le proteste di piazza Tienanmen
fu una serie di dimostrazioni di studenti operai e intellettuali cinesi
Fu una serie di dimostrazioni di studenti, operai e intellettuali cinesi
decine di migliaia di persone scesero in piazza contro il regime per quasi due mesi
Decine di migliaia di persone scesero in piazza contro il regime per quasi due mesi
la repressione governativa (e gli scontri) furono durissimi
La repressione governativa (e gli scontri) furono durissimi
l immagine simbolo il rivoltoso sconosciuto lo studente che ferma una colonna di carri armati
L'immagine simbolo, il Rivoltoso sconosciuto: lo studente che ferma una colonna di carri armati
un drappo rosso a coprire il ritratto di mao
Un drappo rosso a coprire il ritratto di Mao
manifestazioni anche a parigi contro la repressione di pechino
Manifestazioni anche a Parigi contro la repressione di Pechino
gli scontri tra esercito e studenti
Gli scontri tra esercito e studenti
imprecisato il numero di morti tra i 100 e i 200 migliaia i feriti
Imprecisato il numero di morti, tra i 100 e i 200. Migliaia i feriti
in cina ancora oggi quei fatti sono un tab non se ne pu parlare (ansa)
In Cina ancora oggi quei fatti sono un tabù, non se ne può parlare (Ansa)
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Esattamente trent'anni fa iniziavano a Pechino le proteste di piazza Tienanmen. Una serie di dimostrazioni di massa che ebbero luogo principalmente nell'omonima piazza, e che coinvolsero per quasi due mesi migliaia di studenti, operai e intellettuali.
Simbolo della rivolta è il Rivoltoso sconosciuto, uno studente che solo e disarmato si mise davanti a una colonna di carri armati per fermarli. La foto che lo ritrae pararsi davanti ai blindati è una delle più celebri della storia.
Le proteste, dopo giorni di scontri, sfociarono nella durissima repressione del regime, che mandò l'esercito in piazza e iniziò a sparare contro i manifestanti indifesi.
L'esito fu drammatico: il numero di vittime, ancora incerto, si aggira tra le cento e le duecento unità. Migliaia i feriti.
In Occidente quei fatti vengono considerati evento fondamentale del XX secolo, in quanto diedero modo all'estero di conoscere la repressione del regime cinese e la sua concezione della libertà d'espressione e dei diritti umani. E diedero anche ulteriore slancio alle rivolte contro i regimi comunisti dell'Urss.
In Cina ancora oggi parlarne è un vero e proprio tabù. Il Partito Comunista Cinese ha censurato diverse immagini, filmati e documenti dell'epoca e il massacro dell'esercito ai danni di cittadini inermi viene ricordato ogni anno sotto lo stretto controllo delle autorità, e bollato come "incidente".
(Unioneonline/L)
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