Buoni e cattivi
Caffè Scorretto
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C i sono -come sempre dall’origine dei tempi- i cattivi e i buoni. I buoni vogliono punire i cattivi. Per farlo, anche nel tentativo di redimerli, i buoni sono costretti a diventare cattivi. La cattiveria alla massima potenza si esprime con la guerra. Che mira a annientare l’altro essendo essa foriera di distruzione e morte. Il cattivo vuole prevalere sul buono. Il buono prima si difende poi attacca e, se ne ha la forza, abbatte il cattivo rivelandosi cattivo a sua volta; ma, a suo dire, a fin di bene. Un cortocircuito che spegne ogni luce. Basta fare una passeggiata tra le pagine della Storia per averne conferma. E oggi, in virtù di una comunicazione istantanea, ne abbiamo quotidiano riscontro. Visti da Kiev, da Bruxelles, da Washington Putin è il cattivo, Zelensky il buono; visti da Mosca e da Pechino i ruoli s’invertono. Visti da occidente Khamenei è il cattivo, Trump e Netanyahu sono i buoni; visti da oriente è vero il contrario. È così invalsa la credenza che non esistono né buoni né cattivi in assoluto. Dipende dal criterio e dalla posizione politica di chi giudica. Ricorrere al relativismo è però una scorciatoia infida. Bombe, droni, missili non sono confetti, sono ordigni di morte. Anche se a farne uso, illusoriamente a fin di bene, sono i buoni. E i buoni, ovviamente, siamo noi. Intendendo per “noi” i soggetti giudicanti. Buoni o cattivi che essi siano.
