SARDEGNA IN PARLAMENTO - NOTIZIE

Chiuso il presidio di Fonni, Mura (PD): perso un presidio di legalità

La deputata ha chiesto al governo di attivare un dialogo con l'amministrazione comunale, che a sua volta si è resa disponibile ad un confronto

"La chiusura del distaccamento della polizia di Stato di Fonni rappresenta il venir meno di un presidio di legalità, oltre che di un servizio essenziale in termini di sicurezza e ordine pubblico": queste le parole della deputata sarda del PD Romina Mura che, in un atto depositato mercoledì a Montecitorio e indirizzato al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, è tornata a parlare del caso che da diversi giorni sta animando i rappresentanti sardi di maggioranza e opposizione. La decisione di chiudere il distaccamento in provincia di Nuoro, spiega la deputata, è arrivata a seguito di provvedimento di riorganizzazione delle strutture periferiche della polizia di Stato, confermando "una prassi ormai consolidata da anni" in base a cui un atto di riorganizzazione si realizza nel taglio di un altro servizio. A venir meno con questa decisione, continua Mura, è "la presenza dello Stato in un territorio sardo in cui gli episodi di atti intimidatori agli amministratori locali e ai funzionari della pubblica amministrazione sono diventati una costante negli anni: sarebbero ben 215 gli atti intimidatori censiti in Sardegna tra il 2014 e il 2018, di cui 64 nella provincia Nuoro. Inoltre la deputata ha ricordato che "la chiusura del presidio di polizia avviene in un periodo di emergenza, in cui la crisi economica potrebbe acuire il malessere sociale che spesso diventa terreno fertile in cui maturano azioni criminose nei confronti di sindaci, amministratori locali, operatori sociali e altri funzionari della pubblica amministrazione in quanto rappresentanti istituzionali di maggiore prossimità". La situazione ha però dei margini di recupero, secondo Mura, dato che l'amministrazione di Fonni si è già resa disponibile a concorrere alla soluzione dei problemi che hanno indotto la polizia di Stato all'adozione del provvedimento di soppressione della sede territoriale: per questo, al governo si chiede di promuovere un dialogo con l'amministrazione in questione, per individuare una soluzione che consenta il mantenimento "di un essenziale presidio di sicurezza e di ordine pubblico".

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