POLITICA

tensioni nel governo

Di Maio "incazzato" con Di Battista. E su Salvini: "Usa i voli di Stato"

Il capo politico del M5S critica in un audio le frecciate del compagno di partito. Intanto il leader della Lega si dice pronto a convocare Cgil, Cisl e Uil al Viminale
luigi di maio (ansa)
Luigi Di Maio (Ansa)

Luigi Di Maio alle prese con due rivali: Alessandro Di Battista e Matteo Salvini.

Il primo, nei giorni scorsi, ha più volte incalzato il capo politico del Movimento 5 Stelle per le strategie politiche adottate nel corso degli ultimi mesi. E ora spunta un audio, raccolto da Fanpage durante l'ultima assemblea pentastellata a Terni, dove il vicepremier replica seccamente alle critiche, che Dibba ha anche messo nero su bianco in alcuni passaggi del suo ultimo libro "Politicamente scorretto".

"Mi sono incazzato in questi giorni", dice il ministro del Lavoro commentando le parole del compagno di mille battaglie, facendo riferimento in particolare a una frase di Di Battista relativa al fatto che i grillini dentro i ministeri si starebbero comportando da "burocrati".

Ma nello stesso audio Di Maio ne ha anche per Salvini: "Molti mi dicevano 'ma com'è che quello (ovvero il leader della Lega, ndr) sta in ogni Comune e tu non ci sei mai?'. Poi abbiamo scoperto che usava gli aerei di Stato. Io non li uso". E ancora, ha aggiunto il capo politico M5S "e se qualcuno pensa che noi dobbiamo cominciare a fare i voti con quella roba là, allora lì sì che uccidiamo il Movimento".

Pronta la replica della Lega, che in una nota commenta: "Sui voli di Stato è già stato tutto certificato, i voli sono stati usati solo per impegni istituzionali, siamo pronti a querelare chiunque dica il contrario. Meno tempo si perde in chiacchiere, più tempo rimane per lavorare".

Intanto, proprio Salvini, quest'oggi, ha dichiarato: "Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell'impresa e dell'agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica". Compito che, però, spetterebbe al ministro del Lavoro. Cioè a Di Maio.

Altra benzina, dunque, sul fuoco, a innescare nuove polemiche e nuovi grattacapi per il vicepremier del Movimento, in un momento in cui il governo è già sotto pressione per le richieste della Commissione europea che minaccia l'avvio della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese se da Roma non arriveranno risposte esaustive in campo economico e finanziario.

(Unioneonline/l.f.)

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