POLITICA

parla l'ex sindaco

Zedda: "Primarie? Non dico chi voto, attribuirebbero la vittoria a me"

Intervista all'ex primo cittadino di Cagliari, ora leader del centrosinistra in Regione
massimo zedda (archivio l unione sarda)
Massimo Zedda (Archivio L'Unione Sarda)

«Rifarei tutto quello che ho fatto, è stato il percorso più serio e lineare possibile». Massimo Zedda in vista delle primarie del centrosinistra che decideranno il candidato sindaco mostra doti da equilibrista. «Tutti e tre sono in continuità con quanto fatto finora. È un bel segnale».

Chi sosterrà alle primarie?

«Andrò a votare ma sostenere qualcuno pubblicamente potrebbe indebolirlo. Direbbero che ha vinto grazie a me».

Ghirra e Cilloccu sono come lei di Campo progressista.

«Mi sembra che Marzia abbia assunto una posizione più autonoma».

Cilloccu ha portato alla causa delle Regionali quasi 2.000 voti. Conta qualcosa?

«Non si può sminuire un risultato importante. Tutti e tre sono candidati che hanno una grande forza elettorale».

Perché non avete trovato un nome condiviso?

«Ci abbiamo lavorato, anche con la disponibilità degli attuali candidati. Ma non è una cosa facile».

C'è stato poco tempo?

«No, otto anni per trovare un candidato unitario non sono pochi. Se il neuroscienziato Gianluigi Gessa avesse avuto qualche anno di meno avrei proposto lui. Essendoci già stata una disponibilità da parte di chi oggi fa le primarie, il profilo da ricercare doveva essere quello».

Sono stati commessi errori?

«No, le primarie sono un metodo che i cittadini apprezzano molto».

Che aria tira in coalizione?

«Buona, c'è la ricerca dell'unità e non solo in Sardegna».

Il Pd non ha indicato nessun nome.

«Parteciperanno, pur non avendo un candidato di tutto il partito. C'è un lavoro diffuso per dare sostegno anche a candidati non di provenienza diretta».

Il Pd ce l'ha con lei per le dimissioni?

«No, non penso. Non si accetta l'esito del voto solo se è il più favorevole possibile ed era giusto tenere fede all'impegno preso anche con chi mi ha votato fuori dal capoluogo. E poi avevo già sentito le voci nei corridoi, l'intenzione dalla Regione era: se resta sindaco dobbiamo "neutralizzarlo"».

Come?

«Bloccando i cantieri, togliendo finanziamenti, mettendo in discussione la programmazione futura».

Qualcuno nel Pd ostacola Ghirra perché dicono sia la sua candidata.

«Se dicono questo le fanno un favore».

Cilloccu ha detto di avere il sostegno delle aree autorevoli del Pd.

«Al posto suo forse non l'avrei detto».

È vero che avrebbe voluto Danilo Fadda come successore?

«Danilo avrebbe sicuramente potuto fare bene. Ma sono contento di tutte le persone che hanno composto la squadra, candidati e non».

Luisanna Marras ha accarezzato il sogno di guidare il Comune. Poi?

«Era il nostro sogno, ma purtroppo c'era quasi la certezza che potesse intervenire un commissario».

Pensa che i cagliaritani abbiano apprezzato?

«Da un lato c'è preoccupazione per quel che accadrà, dall'altro dicono che ho fatto bene e ho dimostrato serietà».

Se il centrosinistra perdesse le elezioni diranno che è colpa di Zedda?

«Qualcuno mi attribuirebbe anche lo scioglimento dei ghiacciai. Ma sarebbe illogico farne una colpa a chi in città ha vinto per la terza volta consecutiva».

Alle Regionali i cagliaritani hanno preferito lei. Perché?

«Avevo la forza della credibilità data da come ho amministrato».

Nelle periferie ha perso.

«Non è così. In alcune sezioni di alcuni quartieri abbiamo perso».

Questa volta non avrete il Psd'Az che nel 2016 vi ha portato il 7%.

«Neanche il 24 febbraio, eppure abbiamo vinto».

Il porta a porta poteva essere gestito meglio?

«Non è ancora finito. In alcuni quartieri non è neanche iniziato».

Ci sono rifiuti ovunque.

«Non è proprio così».

Che città consegna al sindaco che verrà?

«Consegno il Comune con il più basso indebitamento d'Italia e 300 milioni in cassa. Quando siamo arrivati ce n'erano 130».

Chi vincerà le primarie?

«Lo leggeremo sull'Unione Sarda lunedì».

E il 16 giugno?

«Noi».

Al primo o al secondo turno?

«Al secondo. Ma se arrivasse la vittoria al primo turno di certo non mi renderebbe triste».

Mariella Careddu

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