ECONOMIA

Il Parlamento dà l'ok al Def. Dura l'opposizione: "Accozzaglia di provvedimenti assistenzialistici"

il voto alla camera (ansa)
Il voto alla Camera (Ansa)

La nota di aggiornamento del governo al Documento di programmazione economico-finanziaria incassa l'ok di Camera e Senato e si prepara all'ulteriore esame di Bruxelles.

Il testo ha incassato 331 sì alla Camera e 161 consensi al Senato.

"Via libera alla risoluzione di maggioranza sul Def. Il Parlamento sovrano si è espresso. Confermata la bontà delle misure economiche del governo. Ora avanti con fiducia sulla manovra, consapevoli di aver intrapreso la giusta direzione per rilanciare la crescita", il commento - via Twitter - del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

A fargli eco, il vicepremier Luigi Di Maio: "Lunedì invieremo la manovra in Europa, spero che ci possa un'interlocuzione con la Commissione Ue". "In questo momento storico - ha aggiunto il vicepremier e ministro del Lavoro - non conviene tanto contrapporsi ai diritti dei cittadini, dicendo che ci sono dei parametri da rispettare. Gli altri non li hanno mai rispettati, solo noi dobbiamo farlo?".

Duro, invece, il commento delle opposizioni, che hanno affidato le proprie critiche agli economisti ed ex ministri Pier Carlo Padoan (Pd) e Renato Brunetta (Forza Italia).

"Non si capisce come il reddito di cittadinanza, meccanismo per me ancora misterioso, possa creare crescita stabile e duratura", ha detto Padoan, durante la discussione alla Camera, sottolineando che nel Def "l'aggiustamento strutturale viene rinviato sine die" e "tutto ciò è un fattore di rischio gravissimo".

Sulla stessa lunghezza d'onda Brunetta, che ha anche punzecchiato il ministro degli Affari Ue Paolo Savona che ha paragonato la manovra Conte-Di Maio-Salvini al New Deal di Roosevelt: "È una battuta poco ironica e molto fumosa. Quello di Roosevelt era un grande piano di riforme contro la povertà e contro la disoccupazione. La manovra di Di Maio e Salvini è un'accozzaglia di provvedimenti assistenzialistici, statalisti e recessivi, come il reddito di cittadinanza, che non stanno né in cielo né in terra, fuori da ogni logica e da ogni strategia di medio-lungo periodo".

"I vicepremier - ha concluso Brunetta - puntano solo ad un ritorno elettorale alle europee di maggio e non riescono a guardare oltre il proprio ombelico".

(Unioneonline/l.f.)

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