CRONACA - MONDO

Divorzio dalla Ue

Così May si è piegata a Bruxelles: cosa prevede l'accordo sulla Brexit

Tante le concessioni di Londra a Bruxelles. I principali fautori della Brexit attaccano Theresa May parlando di accordo "inaccettabile"
la premier britannica esce dal numero 10 di downing street (ansa)
La premier britannica esce dal numero 10 di Downing Street (Ansa)

Il governo britannico ha approvato ieri (con il no di circa un terzo dei ministri) l'accordo tra Londra e Bruxelles sulla Brexit.

Una bozza di 585 pagine che prevede diverse concessioni della Gran Bretagna all'Unione Europea.

Quanto al nodo più delicato da sciogliere - la questione nordirlandese - si è trovato un compromesso "all'italiana": ovvero, un regime transitorio in base al quale l'Irlanda del Nord resterebbe nel mercato unico europeo fino a quando non sarà trovata una soluzione a lungo termine. Secondo i "brexiters" più duri ciò mina l'unità dell'Isola, in quanto l'Irlanda del Nord resterà nel mercato comune, Londra nella sola unione doganale. Il periodo di transizione dovrebbe durare fino a dicembre 2020, prorogabile fino al 20xx (dunque, teoricamente, anche fino al 2099).

Il Regno Unito continuerà, fino al 2020 (salvo proroghe del regime transitorio), a pagare i contributi al bilancio europeo, circa 60 miliardi di euro. Dovrà tenere "in significativa considerazione" le sentenze della Corte di Giustizia Europea, che fino al 2020 saranno comunque vincolanti.

Quanto all'accesso al mercato unico dopo il 2020, sarà regolato da un accordo che prevede la piena giurisdizione della Corte Europea sulle dispute commerciali. Inoltre, i cittadini europei potranno accedere alle Isole britanniche senza visto.

Per tutto il periodo transitorio i britannici continueranno a pagare i contributi alla Ue ma perderanno ogni diritto sulle istituzioni Ue, i seggi in Parlamento e la partecipazione al consiglio.

E anche al termine di tale regime transitorio, sono molte le concessioni fatte da Londra a Bruxelles, per un divorzio che scontenta i cosiddetti "hard brexiters" tanto quanto gli europeisti.

LE PROSSIME TAPPE - Il 25 novembre il summit straordinario Ue per vidimare l'accordo. Poi la palla passa ai parlamenti, che dovrebbero esprimersi tra dicembre e gennaio. Se appare scontata l'approvazione del Parlamento Ue, a Westminster per Theresa May si prospetta una "mission impossible".

(Unioneonline/L)

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