CRONACA - ITALIA

L'emergenza

Avviso di garanzia a Conte e ministri. Palazzo Chigi: "Atto dovuto, pronti a collaborare"

La notifica in relazione alla gestione dell'emergenza Covid. Coinvolti Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza

Avviso di garanzia al Presidente del Consiglio Conte e ai ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza in relazione a denunce che riguardano la gestione dell'emergenza Covid.

L'avviso, che sembra già destinato all'archiviazione, è relativo "agli atti di un procedimento penale iscritto per i delitti di cui agli artt. 110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 c.p., che origina da varie denunce da parte di soggetti terzi provenienti da varie parti d'Italia".

"La trasmissione da parte della Procura al Collegio - si legge in una nota di Palazzo Chigi che ne ha dato annuncio - in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto".

"Il presidente del Consiglio e i ministri si dichiarano sin d'ora disponibili a fornire ai Magistrati ogni elemento utile a completare l'iter procedimentale - chiarisce ancora la nota - in uno spirito di massima collaborazione".

Il premier Conte ha confermato la notizia con un post su Facebook, lanciando una stoccata ai suoi accusatori e difendendo il lavoro dell'esecutivo: "Nei mesi scorsi alcuni cittadini, avvocati, finanche un’associazione dei consumatori hanno dichiarato pubblicamente di avere presentato denunce nei miei confronti e del Governo per la gestione della pandemia. Le accuse sono state le più varie. Alcuni ci hanno accusato di avere adottato misure restrittive, altri ci hanno accusato di non aver adottato misure sufficienti o di averle adottate troppo tardi".

Ancora: "Ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis “politica”, delle decisioni adottate. Decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale".

(Unioneonline/v.l.)

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