CRONACA - ITALIA

cosenza

Si appartava con una donna al parco in orario di lavoro, sindaco arrestato

Sospesi tre dipendenti dell'Azienda sanitaria cosentina, accusati di essere complici

Bufera sul Comune di Scalea.

Il sindaco Gennaro Licursi, impiegato dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, è stato arrestato e posto ai domiciliari dalla Guardia di Finanza con l'accusa di truffa aggravata per essersi assentato arbitrariamente dall'Asp cosentina per ben 650 ore. In qualche caso anche per appartarsi con una donna.

Tre dipendenti dell'Asp sono stati sospesi perché sarebbero stati suoi complici.

Dall'inchiesta, denominata "Ghost Work", è emerso "un quadro indiziario particolarmente grave in ordine a condotte di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsa attestazione della presenza in servizio", e le indagini, "protrattesi per alcuni mesi, hanno consentito di svelare un radicato e consolidato meccanismo di illiceità che ha permesso al sindaco, nella qualità di dipendente dell'Asp di Cosenza, con la complicità di tre suoi colleghi, di assentarsi senza alcuna giustificazione dal luogo di lavoro".

"Il primo cittadino di Scalea, una volta timbrato il 'cartellino', lasciava l'ufficio e si dedicava allo svolgimento di quotidiane attività di natura personale. Sovente, il pubblico amministratore - riferisce ancora la Procura - attestava falsamente di essersi recato in 'missione' per conto dell'ufficio, occupandosi, anche in questo caso, di questioni non attinenti al servizio".

Addirittura, "in più occasioni l’attività di pedinamento ha consentito di filmare Gennaro Licursi negli orari in cui avrebbe dovuto essere in servizio, all’interno del Parco del Corvino (nelle immediate adiacenze del Centro sportivo), in sosta all’interno di un’area circondata da una folta vegetazione insieme a una donna".

"Le condotte criminose, accertate mediante l'installazione di telecamere all'interno degli uffici del Distretto sanitario del Tirreno di Scalea, analisi dei tabulati telefonici e monitoraggio con sistema GPS sono state ricostruite in maniera capillare, anche grazie a un'accurata attività di pedinamento e sono state incrociate con i dati delle presenze giornaliere risultanti dalla macchina marcatempo. Il quadro che ne è emerso ha fatto rilevare la marcata disinvoltura con la quale gli indagati hanno agito e reso necessaria l'emanazione del provvedimento cautelare eseguito oggi".

(Unioneonline/D)

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