CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

la storia

"Io, emigrato di Sant'Elia schiavizzato in Germania in un ristorante"

Marco Cirina, 26 anni, racconta la drammatica esperienza vissuta in Germania, angariato dal suo datore di lavoro
marco cirina (foto l unione sarda)
Marco Cirina (Foto L'Unione Sarda)

Schiavizzato e costretto a lavorare più di quindici ore al giorno in un ristorante a Prerow, nel nord della Germania, è riuscito a sfuggire al suo aguzzino grazie all'intervento della Polizia: "Sono partito lo scorso 2 dicembre con tante speranze", racconta Marco Cirina, 26 anni di Sant'Elia.

"Avevo bisogno di lavorare. Dopo appena un giorno mi sono trovato in mezzo a un incubo, tenuto in ostaggio da una persona che si ubriacava e chi mi ha picchiato. Non potevo fuggire: aveva i miei documenti. Ho chiesto aiuto ai poliziotti tedeschi: solo così sono potuto scappare. Ora ho un posto di lavoro in un locale a Trier, sempre in Germania, al confine con il Lussemburgo".

IL CONTATTO - La disavventura di Cirina è iniziata con un annuncio pubblicato sul gruppo Facebook "Cuochi pizzaioli italiani in Germania": "Mi sono offerto come lavapiatti o tuttofare. Qui a Cagliari non trovavo niente e avevo bisogno di un'occupazione", racconta il giovane.

"Mi ha contattato in privato un ristoratore siciliano che da tempo aveva aperto un ristorante in Germania. Mi ha detto che aveva urgenza e che mi avrebbe pagato 900 euro al mese per il turno dalle 14 alle 22. Mi sono attivato subito, ho acquistato i biglietti aerei e sono partito".

L'imprenditore si è presentato in aeroporto e lo ha accompagnato in una stanza sopra il ristorante. Il 3 dicembre sarebbe stato il primo giorno di lavoro.

SEMPRE UBRIACO - "Si è subito presentato malissimo. Di mattina presto, ubriaco, ha aggredito una cameriera che ha lasciato subito il posto", spiega Cirina. Poi è stata la volta del giovane di Sant'Elia: «Mi ha detto che avrei dovuto lavorare dalle 7 alle 23 senza darmi mai da mangiare. Al mio arrivo gli avevo consegnato i documenti per preparare il contratto e per l'assicurazione. Solo dopo ho capito che gli servivano per tenermi in ostaggio".

Cirina inizia ad aver paura: "Sono andato avanti per due giorni sperando mi desse i documenti. Poi abbiamo avuto una discussione: lui aveva bevuto e mi ha insultato dicendomi "sardignolo", "sardo di m...a", "figlio di p.....a" e altri insulti".

A quel punto il giovane gli ha chiesto di avere indietro i documenti e la valigia con i suoi indumenti. "Mi ha chiesto 500 euro per restituirmeli. Ovviamente gli ho risposto di no e lui mi ha colpito con degli schiaffi. Sono riuscito a scappare".

SCORTATO DAGLI AGENTI - "Ho chiesto aiuto alla Polizia", continua il 26enne. "Conoscevano il personaggio e gli agenti mi hanno accompagnato per potermi riprendere la carta d'identità e i miei effetti personali. Stranamente non ho più trovato alcune mie magliette".

Così il 5 dicembre l'incubo è finito. "I poliziotti mi hanno scortato in una stazione di un altro paese. Li ringrazio di cuore». Nonostante la disavventura e il pericolo corso, Cirina non si è perso d'animo: «Tramite una conoscenza - conclude il giovane di Sant'Elia - ho trovato un lavoro in un'altra città tedesca. A più di ottocento chilometri da quella persona".

Matteo Vercelli

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