CULTURA

Benetton lancia la pubblicità con i migranti. E divampa la polemica

Una foto, senza alcuna frase o commento. Solo l'immagine di un gommone con decine di migranti soccorsi dalla ong Sos Med, e ritratti da Kenny Karpov. E in basso a destra, un marchio: United Colors of Benetton.

Sono i contenuti della provocatoria campagna pubblicitaria lanciata dal noto brand di abbigliamento e che porta la firma di Oliviero Toscani. Immagini forti, che richiamano ai grandi temi "multiculturali" lanciati dal marchio negli anni Ottanta. Contenuti che hanno fatto discutere, suscitando lo sdegno di molti utenti e del ministro dell'Interno Matteo Salvini, oltre alla reazione di alcuni leghisti veneti che invocano il boicottaggio del marchio trevigiano.

"Solo io trovo che sia squallido?", ha commentato Salvini in un tweet.

Immediata e durissima la risposta di Toscani, prima via Twitter e poi in un'intervista su radio Padova: "Per cosa Salvini potrebbe essere un buon testimonial? Per la carta igienica". E ancora: "Salvini secondo voi è da prendere sul serio? Ormai ha preso il posto di Crozza. Crozza ormai non ha più lavoro, poveretto, bisognerà fare qualcosa perchè c'è Salvini che gli sta portando via lo spazio".

Il fotografo ha quindi replicato alla polemica divampata in rete, con decine e decine di utenti indignati e pronti a boicottare il marchio: "Ho fatto vedere ciò che sta succedendo - ha spiegato Toscani - il problema è che una volta eravamo un Paese di brave persone, eravamo un Paese dell'onestà e della generosità. Purtroppo questo piccolo benessere, che non è stato neanche a disposizione di tutti, ci ha fatto diventare egoisti e devo dire anche abbastanza ottusi".

Il tweet di Matteo Salvini

La replica via Twitter di Oliviero Toscani

(Unioneonline/v.l.)

© Riproduzione riservata

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