CULTURA

"L'olocausto e l'oblio", si apre a Ghilarza la mostra di Pietro Sanna

l immagine che accompagna la locandina della mostra
L'immagine che accompagna la locandina della mostra

Si inaugura domani a Ghilarza (alle 18), all'agorà, la mostra "L'olocausto e l'oblio - La storia di un genocidio nelle opere dell'artista cardiologo Pietro Sanna".

La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Casa Museo Gramsci onlus in collaborazione con la Fondazione Berlinguer, il Comune di Ghilarza, l' A.N.P.I. e l' U.A.P.S.

All'incontro interverranno il presidente della Fondazione Casa Museo Gramsci onlus Giorgio Macciotta, il Magnifico Rettore dell'Università di Cagliari Maria del Zompo, il sindaco del Comune di Ghilarza Alessandro Defrassu, il presidente del Comitato provinciale di Cagliari dell'A.N.P.I. Marco Sini, l'autore delle opere Pietro Sanna e il sindaco del Comune di Nughedu Santa Vittoria Francesco Mura.

La mostra è costituita da 35 quadri di grandi dimensioni (acrilico su legno e su tela) che raccontano il percorso dell'olocausto e la rimozione del suo ricordo. "In questa mostra sono raccontate storie relative al massacro di persone, alla pianificazione di un genocidio, ma soprattutto alla indifferenza ed alla volontà di rimozione di quanto successo. Vengono rappresentate figure di uomini e donne con i simboli ed i colori che le rappresentano all'interno dei campi. Sono raffigurate nel momento in cui, appena private della libertà, iniziano a perdere la loro identità, cominciano a diventare un tutt'uno con il simbolo, il colore ed il numero che si affaccia sulla loro pelle iniziando il percorso che li porterà alla morte", spiegano gli organizzatori.

E proseguono: "Nella seconda parte della mostra, scandita da una canestra di melagrane, le persone scompaiono dalla scena ed insieme a loro scompare progressivamente il loro ricordo. Rimangono solo forme colorate dove, chi guarda con attenzione, con la fatica che la ricerca di un ricordo impone, riesce a distinguere ancora degli uomini tra i frammenti di colore. Infine la vista degli accadimenti con le foto aeree ci porta in alto, lontano dalle cose. Sono definiti in rosso i campi, le camere a gas ed i forni crematori, tutti nascosti e circondati da una campagna scolorita ad indicare l'indifferenza delle popolazioni che abitavano in prossimità dei campi. Si arriva al bianco indifferente dell'ultimo trittico, dove nulla è più distinguibile. Ancora oggi parlando di quanto successo ci sono silenzio ed oblio, il tentativo di riscrivere i fatti, di coprire i terribili accadimenti di quegli anni con un manto bianco che dissolva il ricordo su tutto".

Nel corso della serata, in una sala dell'agorà multimediale, sarà presentato il risultato del progetto "Buona Fortuna fratello mio" con il quale la classe II C dell'Istituto comprensivo di Ghilarza, guidata dal professor Antonio Pinna e dalla professoressa Maria Cristina Porcu, ha partecipato al concorso indetto dal Senato della Repubblica "Testimoni dei diritti". Verrà quindi proiettato il video conclusivo del lavoro dei ragazzi. Attraverso delle interviste hanno raccontato le storie dei giovani immigrati, le loro condizioni di vita nel proprio paese, la fuga, il viaggio e la speranza in un avvenire migliore. Oltre al video verranno esposti dei pannelli fotografici che illustrano l'esperienza che hanno vissuto con i migranti ospiti di strutture di accoglienza della zona. Sarà inoltre possibile , visionare l'opuscolo delle buone prassi per una cultura dell'accoglienza.

La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 10 marzo, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30.

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