CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

A Cagliari un "gioiello" dimenticato: è l'ex convento benedettino di Monte Urpinu VIDEO

L'edificio è totalmente abbandonato, in balìa della natura

Non c'è cagliaritano che non abbia messo piede là dentro: da almeno tre generazioni, il Buffalo Ranch e la Fattoria, le pizzerie ospitate nell'ex convento benedettino di via dei Conversi ai piedi di Monte Urpinu, hanno ospitato le grandi pizzate, quelle di fine anno scolastico o di squadra.

Ma, da quattro anni, quello spazio è desolatamente abbandonato.

E la natura, come sempre capita in queste situazioni, ha ripreso possesso degli spazi rubati dall'uomo.

Una storia travagliata quella dell'ex convento: decisa a vendere l'immobile, la famiglia Lobina, proprietaria dell'ex convento, rinnovò l'affitto ai gestori della pizzeria. Qualche tempo dopo, si fece avanti un imprenditore turistico che intendeva trasformare la struttura in un resort. Ma, quando i lavori erano già cominciati, la trattativa saltò. Perché, nel frattempo, quell'imprenditore decise di ritirarsi.

Ma, secondo altre voci, a bloccare l'affare fu anche il fatto che quello è un edificio storico: qualunque intervento strutturale deve essere autorizzato dalla sovrintendenza. I lavori si sono così interrotti. E difficilmente riprenderanno in tempi brevi. Da qualche tempo, nel sito web di un'agenzia immobiliare, compare l'annuncio di vendita. Molti potenziali acquirenti si sono fatti avanti.

Altrettanto velocemente si sono ritirati perché, oltre ai vincoli posti dalla sovrintendenza, ci sono anche vincoli ambientali dal momento che l'area rientra nel compendio di Molentargius. E, nel frattempo, la natura ha colonizzato tutta la struttura. Una situazione che farebbe la gioia di Gilles Clément, l'agronomo paesaggista francese che usa piante e alberi come elementi architettonici.

Quella struttura rischia seriamente di cadere per sempre. Anche perché, non essendo impossibile entrare all'interno, viene visitata da vandali che la danneggiano ulteriormente (il video è stato realizzato attraverso il drone di Pietro Floris).

Marcello Cocco

© Riproduzione riservata

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