CRONACA - ITALIA

Genova

Ponte Morandi, smentita la nuova ipotesi sul crollo: "La bobina non è caduta"

Lo ha affermato al pm che indaga sul crollo un ingegnere che 25 anni fa ha eseguito dei lavori sul viadotto
persone nell area del ponte crollato (ansa)
Persone nell'area del ponte crollato (Ansa)

C'è una nuova ipotesi - subito smentita - sul crollo del ponte Morandi. L'ha riferita al pm Massimo Terrile Agostino Marioni, ingegnere ed ex presidente della società Alfa, che nel '93 si è occupata dei lavori di rinforzo della pila 11 del viadotto.

"In un primo momento - ha detto - avevo pensato che la causa del crollo fosse la corrosione degli stralli. Poi vedendo alcuni video ho iniziato a ipotizzare che a far collassare il viadotto potrebbe essere stata la caduta del rotolo di acciaio trasportato dal camion passato pochi secondi prima".

L'ingegnere poi ha fatto alcuni calcoli: "Se il tir, che viaggiava a circa 60 chilometri orari, avesse perso il rotolo che pesa 3,5 tonnellate avrebbe sprigionato una forza cinetica pari a una cannonata. Per verificarlo basta controllare se sulla bobina d'acciaio ci sono tracce d'asfalto".

L'ipotesi tuttavia è stata smentita dalla ditta, la Mcm Autotrasporti: "La bobina non è caduta, era ancora sul semirimorchio".

Il professionista oggi lavora in Cina, per anni ha eseguito lavori di messa in sicurezza di vari viadotti su richiesta di Autostrade. È convinto che Ponte Morandi non vada demolito: "Sarebbe come demolire il Duomo di Milano perché è crollata una guglia. La soluzione migliore sarebbe riparare la struttura, magari facendo le parti in acciaio e a vista".

(Unioneonline/L)

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