CRONACA - ITALIA

Vaccini, il ministro Grillo: "Resta l'obbligo, ma la coercizione non può essere l'unico strumento"

il ministro della salute giulia grillo (foto ansa)
Il ministro della Salute Giulia Grillo (foto Ansa)

"I bimbi non vaccinati tra i 6 e i 16 anni entravano a scuola anche a legge Lorenzin invariata. L'obbligo rimane per tutti e 10 i vaccini individuati dalla norma. Cambia la sanzione per materne e asili nido, perché riteniamo che la coercizione non possa essere l'unico strumento a disposizione di uno Stato per raggiungere le ultime sacche di contrari".

Lo ha affermato il ministro della salute, Giulia Grillo, in un'intervista al "Corriere della Sera", in cui interviene sul tema dei vaccini, al centro del dibattito politico di questi giorni, dopo l'approvazione al Senato dell'emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe che prevede lo slittamento di un anno dell'obbligo vaccinale per i bambini che frequentano nidi e scuole dell'infanzia.

L'esponente del governo Conte ha spiegato che la strategia è "raggiungere le soglie del cosiddetto effetto gregge è determinante. Occorre però un monitoraggio sistematico, possibile solo con l'Anagrafe nazionale da me fortemente voluta. Questo perché le soglie sono diverse a seconda delle malattie e perché il recupero di copertura ottenuto lo scorso anno non ha intaccato le differenze territoriali".

Per quanto riguarda la falsificazione delle autocertificazioni, il ministro ha ribadito che chi trasgredisce "va punito a norma di legge, assieme al ministero dell'Istruzione chiederò alle Regioni di aumentare i controlli".

Grillo è inoltre intervenuta sul dibattito interno al Movimento 5 Stelle sull'argomento, dopo la presa di posizione del deputato pentastellato Giorgio Trizzino, che si è detto contrario al rinvio dell'obbligo.

Ha poi commentato il post pubblicato sui social dal consigliere regionale del Lazio Barillari, secondo il quale "la politica viene prima della scienza": "Barillari ha invaso un campo non suo. Noi politici possiamo mettere in piedi gli strumenti per interagire con una ricerca scientifica al di sopra delle parti, ma non possiamo metterci a fare gli scienziati. Né gli scienziati possono fare i politici. Io sono medico, ma non tuttologo".

(Unioneonline/F)

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