Il passo è fatto. La Giunta dice sì formalmente alla privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari e alla contestuale gestione unica degli scali sardi. La novità è che l’iter deve ricominciare da capo. «Il perfezionamento dell’operazione – è scritto a pagina 3 delle delibera adottata ieri da Todde e alleati – sarà condizionato all’ottenimento degli atti di assenso». Una lista lunga così di pareri e via libera. Da chiedere nuovamente. Ieri l’Esecutivo ha anche deliberato sulla data delle Amministrative 2026: nell’Isola si voterà il 7 e 8 giugno, con eventuali ballottaggi il 21 e 22.

Video di Stefano Fioretti

Si riparte

Dunque, Alessandra Todde tende formalmente una mano a Ligantia F2i, il fondo di investimento italiano che vuole mettere le mani anche sull’aeroporto di Cagliari, dopo aver acquisito Alghero nel 2016 e Olbia nel 2021. Ieri la Giunta ha fatto proprio il «Term sheet», ovvero l’accordo preliminare sottoscritto dalla governatrice per accompagnare il doppio passaggio che culminerà con la nascita della holding in cui la Regione vuole entrare con il 9,25%, a fronte di una spesa di trenta milioni di euro. Il documento è formato da una trentina di paragrafi. Al 25, dedicato a “Documentazione, approvazioni e autorizzazioni”, sono indicati gli enti che dovranno vigilare sulla regolarità dell’operazione. Si va dalla Corte dei Conti e a Palazzo Chigi; dal ministero dei Trasporti all’Antitrust.

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I tempi

Per concludere l’affare, Ligantia F2i, insieme a Todde e Camera di commercio di Cagliari e Oristano, azionista di maggioranza nello scalo del capoluogo col 94,4%, si sono dati la scadenza del «30 settembre 2026», si legge a pagina 4 della delibera. Ma è chiaro che lo spauracchio resti il parere dei giudici contabili che già nel 2023 hanno evidenziato diverse illegittimità. Dall’infungibilità di Ligantia F2i, la sua insostituibilità «solo dichiarata», ha scritto la Sezione Controllo, alla violazione dello statuto dell’ente camerale, nel caso in cui andasse a gestire gli scali di Olbia e Alghero, perché al di fuori del proprio territorio di competenza. Se il parere contrario della Corte dovesse ripetersi, «le parti – si legge sempre nella delibera di ieri – potranno decidere concordemente di procedere al perfezionamento dell’operazione, previa adozione di appositi documenti che illustrino analiticamente le ragioni per le quali intendano discostarsi» dal provvedimento «sfavorevole. Fermo restando – continua il testo – che Ente camerale e Regione potranno decidere se adottare o meno la motivazione rafforzata».

Iter avviato

Si chiama “Integrazione industriale degli aeroporti sardi”, la delibera passata ieri dalla Giunta. Era il terzo punto all’ordine del giorno. Nella convocazione della seduta si parla di «adozione non vincolante», ma l’iter formalmente avviato conferma tutto l’interesse della maggioranza per la privatizzazione degli aeroporti. «Il Term sheet – è scritto ancora – esprime la volontà politica di procedere all’operazione», anche se «non dà luogo a impegni e obblighi in capo ad alcun soggetto». In maggioranza non esiste nemmeno più l’ostilità di Sinistra futura che nel vertice dell’11 marzo, convocato da Todde per discutere del “caso aeroporti”, aveva preso tempo per decidere una posizione definitiva, dopo mesi di strali contro la cessione dello scalo di Cagliari a Ligantia F2i e la spesa di 30 milioni di soldi pubblici. «La nebbia si è diradata – recita un comunicato del partito –. Sono venute meno le criticità individuate nella riproposizione dell’originaria concentrazione privatistica». Per Sinistra futura il 9,25% a cui arriverebbe la Regione dentro la holding è «tale nelle intenzioni da consentire il controllo politico dell'operazione».

Il ricorso

Sullo sfondo il ricorso presentato nel 2023 dalla Regione a guida centrodestra. Nella delibera di ieri la questione giudiziaria, aperta davanti al Tribunale di Cagliari, Sezione Imprese, è citata. Si parla di «procedimento di merito tuttora pendente». Può succedere che Todde decida di ritirare il ricorso che tre anni fa ha sospeso gli effetti della Nsa, la Nord Sardegna aeroporti con cui Ligantia F2i ha unificato la gestione di Olbia e Alghero, cioè il presupposto usato dalla Camera di commercio di Cagliari per scegliere il fondo di investimento con nuovo socio senza fare la gara pubblica. L’udienza il 7 luglio prossimo.

Lo scontro in Consiglio regionale

In consiglio regionale intanto esplodono le polemiche. «Il tema degli aeroporti», sostiene Paolo Truzzu, capogruppo di Fdi, «è un tema che interessa tutti i sardi». Durissimo l'ex assessore ai Trasporti, il sardista Antonio Moro: «Questa Giunta non si muove come una Giunta di sinistra», dice il presidente nazionale del Psd'Az, «ma come un consiglio di amministrazione di una merchant bank che conduce un'operazione con un fondo privato a danno degli interessi dei sardi».  «Andiamo avanti uniti, abbiamo previsto tutte le cautele per il ruolo della Regione»:  il Campo Largo intanto si compatta sull'operazione di fusione. 

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