Giulini sul Cagliari: «Per la salvezza siamo in media, su Caprile nessuna trattativa»
Il presidente rossoblù sui convocati in Nazionale: «Speriamo ci portino ai Mondiali, Palestra farà parlare di sé per i prossimi 10-15 anni»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Cagliari va alla sosta per le nazionali senza vittorie da due mesi. Il presidente rossoblù Tommaso Giulini, dopo aver dato una spiegazione sul nuovo stadio e gli investitori che sono entrati nella società, valuta il percorso fatto: «Dobbiamo affrontare queste 8 partite con i valori che abbiamo e tutto quello di buono che abbiamo fatto quest’anno», dice al termine dell’assemblea della Lega Calcio Serie A, da Milano. «Arriva il momento decisivo per la salvezza: siamo in media, abbiamo fatto 30 punti in 30 partite e utilizzato tanti giovani. Probabilmente saremmo più tranquilli se avessimo azzeccato le gare in casa col Lecce e in trasferta col Pisa, ma sapevamo dall’inizio che questo sarebbe stato il nostro campionato. Adesso abbiamo questa trasferta a Reggio Emilia, speriamo di averla coi nostri tifosi perché siamo stati penalizzati a Pisa come l’anno scorso a Empoli: credo ci sia una mano troppo pesante nel vietare le trasferte, il calcio è fatto dai tifosi».
A tenere banco, in questi giorni, sarà la Nazionale dove il Cagliari contribuisce con Elia Caprile e Marco Palestra. «Sono due ragazzi che stanno facendo molto bene quest’anno, che si sono meritati la convocazione», la gioia di Giulini. Che si sofferma inizialmente sul portiere: «Penso che Caprile sarebbe stato convocato a prescindere dall’infortunio di Vicario, se l’è meritato con grande prestazioni nella prima parte dell’anno. Mercato? Tutto molto prematuro: sono arrivati degli osservatori per lui, italiani e non, ma trattative non ce ne sono».
Il secondo è in prestito secco dall’Atalanta, il Cagliari lo avrà solo fino al 30 giugno. Ma Giulini è comunque sicuro: «Palestra lo conoscevo poco, devo dare i meriti al nostro direttore sportivo Angelozzi che ce l’ha portato. Purtroppo ce lo potremo godere solo per questa stagione. Noi l’abbiamo schierato molto spesso quest’anno in posizione avanzata. Per rispondere lo vorrei vedere più spesso anche da terzino destro, è chiaro che le richieste di un grande club possono essere diverse: da quinto, da quarto e da terzo come lo abbiamo utilizzato noi in certe partite. Vorrei capire meglio a 360° le qualità del giocatore in questi tre ruoli, sono anche curioso di capire dove sarà utilizzato, se all’Atalanta nel caso in cui lo dovesse tenere o a chi lo comprerà. Sicuramente farà parlare di sé per i prossimi 10-15 anni, è un ragazzo che ha quella testa per arrivare a giocare tante partite in Champions League e in Nazionale».
Giovedì, l’Italia giocherà a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. Martedì 31, in caso di vittoria, trasferta contro la Bosnia o il Galles per giocarsi il posto ai Mondiali. «Auguro a entrambi di raggiungere l’obiettivo che tutti gli italiani sperano», il messaggio di Giulini per Caprile e Palestra. «Ho 4 figli maschi che ancora non hanno vissuto un Mondiale, sapete quanto ci possa tenere. Vorrei citare altri due giovani che hanno fatto molto bene, Obert e Kılıçsoy. Entrambi andranno a giocarsi le qualificazioni ai Mondiali: ci tengo, avendo lavorato con loro, che facciano bene».
In chiusura, Giulini non può non dare un commento sulla questione arbitri, visti i tanti errori visti in ogni giornata in questa Serie A. «Bisogna capire quali siano le situazioni per farli rendere al meglio, in campo e al Var», premette. Per poi entrare nel merito del mancato vertice col designatore Rocchi: «Purtroppo oggi c’era un impegno e non siamo riusciti a incontrare Rocchi, speriamo di poterlo fare a breve. C’è una situazione non di grande serenità. Credo che di arbitri buoni ce ne siano, alcuni della vecchia generazione e 5-6 della nuova. Secondo me non è questione di qualità degli arbitri ma proprio della gestione del loro organo dell’intera classe arbitrale. E probabilmente di troppe polemiche da parte nostra, che non li fanno andare tranquilli sui campi».
