Cagliari-Torino, Pavoletti: «Il mio futuro? Valuterò in base al mio ginocchio»
L’attaccante e (ormai ex) capitano non sa dove andrà a giocare: «La società mi farà sapere se mi vorrà con un’altra veste»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’omaggio nel prepartita, la salvezza vincendo 2-1 e il tributo al termine di Cagliari-Torino. Per Leonardo Pavoletti è stata una serata indimenticabile, la sua ultima in rossoblù all’Unipol Domus. «Adesso mi aspettano fuori dallo stadio per festeggiare», esulta anche in sala stampa. «Negli anni abbiamo vissuto emozioni incredibili, dalla rimonta col Frosinone ad altre partite che difficilmente potrò dimenticare e non raccontare ai miei figli e nipoti. Sono gioie scolpite dentro, che rimarranno qui».
Pavoletti torna sul celebre gol di Bari, il principale dei suoi 52 col Cagliari (in 231 presenze). «Ho avuto un’esultanza abbastanza gioiosa, ma tornassi indietro farei molto di più. Avevo vissuto quella partita non nel migliore dei modi, mentre mi riscaldavo c’era di tutto e di più oltre alla paura di non salire. Quando ho fatto gol c’era rabbia e incredulità: è stata veramente strana quella partita e quell’esultanza, però sono fatto così».
Non ha potuto giocare Cagliari-Torino Pavoletti, che però ha comunque avuto un ruolo in questa salvezza. E presto tornerà in Sardegna: «Sarei bugiardo a dire di no. Dopo il rinnovo di due anni fa, a 35 anni, ho iniziato a fare un po’ la bocca a un ruolo da dirigente. Naturalmente si valuta, ci sono stati nuovi sviluppi in società e – giustamente – a salvezza raggiunta inizieranno le valutazioni. Mi faranno capire se Pavoletti potrà far parte del Cagliari lo stesso in altre figure».
Il ginocchio non ha lasciato tregua a Pavoletti da agosto 2019, il giorno del primo grave infortunio in Cagliari-Brescia. «Sto male», ammette parlando delle sue condizioni di salute. «Mi sono dovuto operare perché non c’era futuro in quel modo lì, spero con l’operazione di aver risolto anche se ora non sono così fiducioso. Sono uno che ha vissuto giorno per giorno, sto facendo riabilitazione per rimettermi in forma. Qualche mese, col ginocchio buono o cattivo, e capirò meglio il mio futuro».
In chiusura, Pavoletti racconta le sue sensazioni sulla serata di Cagliari-Torino: «Dentro la mia testa avevo l’immagine che entravo a bordocampo, coi miei compagni lì, e si festeggiava. Era andata troppo bene in questi nove anni, non poteva che finire così. I ragazzi erano carichi, mi spiace che non si sia vinto con l’Udinese ma forse meglio così: abbiamo raggiunto la salvezza nella mia ultima partita in questo stadio».
