Si occupavano proprio di tutto: contattavano i fornitori della droga in Nord Europa, organizzavano le spedizioni via mare usando imbarcazioni di proprietà oppure recuperandole, fornivano la logistica a terra con luoghi in cui nascondere e stoccare la cocaina e infine si occupavano del trasporto sui Tir per far arrivare lo stupefacente a destinazione, anche in Sardegna.

Ci sono anche sei sardi tra le 23 persone arrestate questa mattina dai carabinieri del Ros e Reparto Operativo di Livorno e del Ros di Firenze, coordinati dal Tenente Colonello Armando Ago, con il supporto dei colleghi sardi, che hanno concluso tre distinte indagini legate al traffico internazionale di droga, l'inquinamento e le estorsioni, tutte attività criminali riconducibili a potenti famiglie della 'ndrangheta.

Il filone d'inchiesta sardo, in particolare, riguarda il traffico di droga e si ricollega all'inchiesta condotta dal Dda di Cagliari sugli assalti a caveau e portavalori sfociata nell'operazione "Maddalena" con oltre 30 arresti per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, al traffico internazionale e alla detenzione di armi comuni da guerra e clandestine, all'organizzazione di rapine e assalti a caveau e furgoni portavalori.

Tra gli arrestati di gennaio c'era Robertino Dessì, un emigrato sardo emigrato in Toscana, proprietario di un ovile in cui venivano nascoste le armi da utilizzare per gli assalti ai portavalori. Ed è proprio Dessi (attualmente detenuto a Livorno) uno dei sei arrestati di oggi, con lui sono finiti in carcere: Maria Giuseppina Nieddu, 57 anni, nata ad Alghero ma residente a La Spezia; Cristiano Puddu, 44 anni, di Siurgus Donigala, ma domiciliato a Volterra; Andrea Serra, 48 anni, di Villacidro ma residente in Marocco, è stato arrestato nella sua abitazione di Villacidro dai carabinieri del NORM della locale compagnia.

Ai domiciliari sono invece finiti Lucio Falchi, 40 anni, nato a Oristano e residente ad Alghero e Mattia Derosas, 35 anni di Usini. In particolare, Dessì, Nieddu, Serra, Falchi e Derosas sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, in particolare cocaina.

Dessì, in particolare, avrebbe fornito il supporto logistico all'organizzazione criminale di cui faceva parte anche Domenico Vitale, 52 anni calabrese, vicino alle cosche della 'ndrangheta, fornendo un luogo in cui custodire e stoccare la droga. Giuseppina Nieddu avrebbe fornito alla gang le imbarcazioni per trasportare la cocaina via mare. Serra invece si sarebbe occupato di contattare i fornitori nel Nord Europa e organizzare i viaggi per farli arrivare in Toscana. Falchi e Derosas, infine si sarebbero occupati di trasportare lo stupefacente che poi sarebbe finito nelle varie piazze di spaccio tra le quali la Sardegna.

Gli investigatori dei carabinieri hanno ricostruito diverse importazioni di droga che avrebbero visto coinvolti i sardi.

Due carichi per complessivi 200 kg di droga sono stati sequestrati nel corso delle indagini dai carabinieri di Livorno.

(GD)
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