Avrebbe avuto un solo attimo per vedere in faccia la vita, e sua madre che l’aveva appena messa al mondo, forse anche la nonna, presente in sala parto con loro. Nicole sarebbe nata viva, ma sarebbe morta dopo una caduta nella sala parto del Policlinico di Monserrato, alla quale avrebbe assistito anche la nonna. Uscita dal grembo materno sarebbe scivolata dalle mani di chi la doveva aiutare in quel primo passo verso l’esistenza come individuo. Una versione che contrasta con quanto riportato nel certificato di nascita stilato dai sanitari, secondo il quale la bambina sarebbe nata morta. Ora la Procura di Cagliari vuole fare piena luce sulla tragedia e ha disposto la riesumazione del corpicino, che da settembre riposa nel cimitero di Borore, il paese dei genitori.

Il dolore

È una vicenda drammatica, segnata dal dolore di una famiglia e da tanti interrogativi. Nicole, prima figlia di una coppia di Borore, è morta il 31 agosto, dopo il parto al Policlinico di Monserrato. Sulle circostanze emergono due ricostruzioni differenti: quella denunciata dai genitori e l’altra, per ora, risultante dalla documentazione sanitaria. Secondo quanto riferito dalla famiglia, la piccola sarebbe venuta al mondo viva. Poi l’incidente in sala parto: la neonata sarebbe scivolata dalle mani dei sanitari, battendo violentemente a terra. Una scena alla quale avrebbe assistito la nonna. Il papà, convinto che la figlia fosse nata viva, l’avrebbe persino registrata all’Anagrafe, e poi richiesto il certificato di morte. Un elemento che si contrappone al certificato dell’ospedale nel quale Nicole risulterebbe invece nata già morta.

Il racconto della nonna

La denuncia sarebbe arrivata dopo lo choc iniziale e in seguito al racconto della nonna, che avrebbe trovato il coraggio di riferire alla figlia che non si era accorta di nulla, quanto, a suo dire, sarebbe accaduto in sala parto. È su questa ricostruzione che si concentra ora l’attenzione degli investigatori. La Procura di Cagliari ha iscritto nel registro degli indagati l’ostetrica e il ginecologo. Le ipotesi di reato contestate riguarderebbero le lesioni mortali e il falso relativo alla certificazione della nascita della bimba. Saranno le indagini a stabilire se vi siano state responsabilità e se le contestazioni trovino riscontro. La famiglia è assistita dall’avvocata Annamaria Musio. I sanitari sono difesi da Giuseppe Ledda e Gian Marco Concas. La vicenda era cominciata prima dell’arrivo al Policlinico di Monserrato. La donna, che aveva accusato un malessere, si era rivolta all’ospedale di Oristano. In quella struttura non risultano sanitari indagati. Il quadro clinico avrebbe fatto emergere un’infezione, poi una perdita di liquido amniotico, legata a una lesione delle membrane. La donna era stata trasferita al Policlinico di Monserrato. Qui la decisione di procedere con il parto. Per ricostruire quanto accaduto, la Procura ha già proceduto al sequestro della placenta e delle cartelle cliniche. Ora viene ordinato l’esame autoptico sul corpo della piccola, che richiederà la riesumazione della salma dal cimitero di Borore. L’incarico dovrebbe essere conferito lunedì.

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