Macomer, l’Assemblea No Cpr interroga i cittadini: «Sapete cosa accade dietro quelle mura?»
Un’indagine anonima rivolta al territorio per raccogliere opinioni sulla struttura, attiva da sei anniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quali benefici ha portato il Cpr al territorio, quali le ricadute, quanto costa e chi viene trattenuto al suo interno e soprattutto se i cittadini sanno cosa accade dietro quelle mura. Sono alcune delle domande che «Assemblea No Cpr» pone attraverso un questionario anonimo, rivolto non solo ai cittadini di Macomer, ma dell'intero territorio, per la presenza di quella discussa struttura, in attività ormai da sei anni.
«L'iniziativa – è scritto in un comunicato – nasce da un interrogativo tanto semplice quanto significativo: è possibile discutere del futuro di una struttura che priva le persone della libertà personale senza conoscerne realmente il funzionamento, i costi e i risultati? Il questionario richiede circa cinque minuti, è completamente anonimo e raccoglie risposte che saranno analizzate esclusivamente in forma aggregata. L'obiettivo è comprendere quali informazioni siano effettivamente diffuse tra i cittadini, quali convinzioni accompagnino la presenza del Cpr e quanto il territorio sia consapevole delle conseguenze sociali, economiche e umane della struttura. Prima di tutto, vogliamo sapere cosa ne pensa il territorio e soprattutto vogliamo ascoltare chi la pensa diversamente. Da quasi sette anni il Cpr fa parte della realtà di Macomer, eppure resta un luogo di cui si parla spesso senza conoscerne fino in fondo il funzionamento. Vogliamo capire cosa sappiano davvero i cittadini, quali siano le loro opinioni e soprattutto se esista una consapevolezza diffusa delle scelte compiute e delle loro conseguenze».
A confermare l’attualità dell’iniziativa sono i dati del rapporto espulsioni, pubblicato il 2 ottobre da ActionAid e Università di Bari. «Il problema – è scritto ancora nel comunicato di Assemblea No Cpr – è molto più che economico, ma ci sono denunce sulle condizioni di trattenimento, autolesionismo, carenze sanitarie, servizi e le condizioni lavorative, oggetto anche di iniziative istituzionali». «L'indagine – conclude la nota – intende raccogliere opinioni e informazioni, contribuendo a un confronto pubblico sul ruolo delle istituzioni locali e sul rapporto tra costi, benefici e tutela dei diritti fondamentali».
I risultati dell'indagine saranno utilizzati dall'Assemblea No Cpr per orientare le future attività di informazione e sensibilizzazione e promuovere nuove occasioni di dibattito pubblico.
