Il 41 bis a Badu 'e Carros "cancella" il percorso di giustizia riparativa
La chiamano “giustizia riparativa”. È una seconda possibilità data ai detenuti, che per Nuoro è sempre stata un vanto. Con il carcere al 41 bis, però, la città perde questo programma. «Un percorso spazzato via», rimarca Don Pietro Borrotzu.
Un carcere che cambia approccio, non dialoga con il territorio. Isola e non dà una seconda possibilità. Il rammarico è palpabile nelle parole di quel sacerdote che ha dedicato la sua vita ad aiutare il prossimo, anche grazie al progetto di giustizia ripartiva, “Riannodare i fili”, con la cooperativa “Ut unum sint”.
Ebbene, la rappresentazione teatrale “Romeo e Giulietta”, del regista Paolo Floris, è andata in scena venerdì sera tra gli applausi ma senza gli attori più attesi. Sì, c’erano gli studenti del liceo Fermi ma non i detenuti di Badu ‘e Carros.
Gli intervistati sono: Pietro Borrotzu, cooperativa sociale “Ut unum sint”; Teresa Mattu, referente progetto; Marina Fancello, educatrice
