Giustizia, a Roma il convegno sul futuro delle riforme

11 giugno 2026 alle 17:52
Roma, 11 giu. (askanews) - A poco più di due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere, il tema della riforma della giustizia torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A Roma, nella Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind, si è svolto il convegno "Dal No ai Sì. Per una riforma condivisa della giustizia", promosso dalla Fondazione Iniziativa Europa e da Kleos. Al centro del dibattito il futuro delle riforme, il rapporto tra politica, magistratura e avvocatura e la ricerca di soluzioni condivise per rendere la giustizia più efficiente e vicina ai cittadini.Michele Vietti, Presidente di Federsalute e ACOP, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Il referendum sulla giustizia è stato un trauma che ha diviso il Paese, ma oggi ce lo dobbiamo lasciare alle spalle e affrontare i problemi della giustizia che purtroppo sono rimasti tutti sul tavolo e tutti insoluti, dalla lunghezza dei processi alla scarsa fiducia dei cittadini nei confronti della magistratura. La Fondazione Iniziativa Europa, insieme a Kleos, mette intorno a un tavolo i protagonisti della politica che si occupano di giustizia per avviare un confronto che, fuori dalla dialettica elettorale, possa trovare i punti di convergenza per fornire ai cittadini un servizio più efficiente". Pur partendo da posizioni differenti, tutti i relatori hanno condiviso la necessità di intervenire su un sistema che da tempo mostra criticità e richiede risposte concrete.Giuseppe Tango, Presidente ANM, ha dichiarato: "Bisogna sicuramente sedersi attorno a un tavolo e discutere innanzitutto di quelle che sono le emergenze. Noi come Associazione Nazionale Magistrati già ne abbiamo segnalate almeno quattro". Non sono mancati momenti di confronto acceso, che hanno espresso visioni diverse sui temi della responsabilità civile dei magistrati e del correntismo nelle toghe."Dialogare significa ascoltarsi reciprocamente, ma non significa certamente venir meno a quelle che sono le prerogative costituzionali" - afferma Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia - "Il Parlamento scrive le leggi, la magistratura le applica. Se questo è chiaro si può dialogare da qui all'eternità. Se qualcuno pensa di poter, dopo il referendum, condizionare l'attività legislativa si sbaglia. Noi siamo pronti a difendere il principio della Costituzione anche con le leggi ordinarie e non perdiamo l'amore per il cittadino e per le garanzie che devono assistere".Al di là delle differenti sensibilità politiche e istituzionali, dal confronto è emersa però una convinzione comune: la necessità di mantenere aperto il dialogo e lavorare a una riforma della giustizia capace di coniugare efficienza, garanzie e tutela dei diritti.