L’inchiesta.

Yacht sconosciuti al Fisco: evasione milionaria 

Cento barche acquistate all’estero da italiani ma mai dichiarate nei redditi 

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Hanno acquistato, e immatricolato, lo yacht all’estero senza mai inserire l’imbarcazione nelle dichiarazioni dei redditi. Un’evasione milionaria quella scoperta dagli investigatori del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari: su 200 barche battenti bandiera straniera, ma di proprietà per metà di cittadini italiani e per l’altra di sardi, ben 100 sono risultate sconosciute al Fisco. Tutte intercettate in diversi porti della Sardegna, iniziando proprio da quelli cagliaritani, o durante la navigazione lungo le coste dell’Isola. Per capire la portata dell’operazione “Red Jack” bastano due numeri: yacht e barche di lusso hanno un valore di mercato superiore ai 48 milioni di euro e le sanzioni amministrative, alla fine degli accertamenti, potrebbero superare i 23 milioni.

Il lavoro

Quella portata a termine dalla Guardia di Finanza aeronavale cagliaritana è una delle più imponenti attività di polizia economico-finanziaria condotte nel settore della nautica da diporto. C’è stata una ricerca precisa delle imbarcazioni di lusso con bandiera straniera presenti nei porti, soprattutto quelli turistici: a quel punto sono scattati i controlli per verificare chi fosse il proprietario e, nel caso si trattasse di italiani, se lo yacht o la barca fosse stato dichiarato al Fisco. «In questo modo», ha evidenziato Lorenzo Dell’Anna, comandante della stazione navale di Cagliari, «abbiamo fatto emergere un patrimonio nautico invisibile al Fisco di oltre 48 milioni di euro. Il tutto con un’attività fatta di ispezioni e verifiche con le banche dati. L’attività della Guardia di Finanza nei porti e in mare vuole garantire che la nautica da diporto non sia territorio franco ma un settore regolato da legalità ed equità fiscale».

Il patrimonio

Le indagini dei finanzieri sono iniziate nell’estate 2025 e andate avanti per diversi mesi: nel mirino il fenomeno del “flagging out”: strategia utilizzata da cittadini italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di yacht e navi da diporto in registri esteri. Un modo per abbattere costi gestionali e assicurativi ma che si trasforma anche in una tecnica per evitare gli obblighi di trasparenza verso l’Erario. Tecnica molto utilizzata perché la metà dei controlli ha fatto emergere irregolarità: su 200 verifiche su barche con bandiera straniera ma con proprietario un italiano, ben cento, la metà, sono risultate sconosciute al Fisco. Un’attività lunga e complessa quella coordinata dai finanzieri della Stazione Navale di Cagliari che ha visto la collaborazione dei reparti di diverse Regioni, per la verifica dei proprietari delle imbarcazioni rintracciate nei porti dell’Isola. Ma i controlli sono stati svolti anche durante la navigazione. Il recupero di quanto non dichiarato può arrivare fino a un massimo di cinque anni precedenti alla verifica. E l’operazione “Red Jack” sarebbe solo nella sua prima fase: altri controlli sono in programma nei prossimi mesi estivi in tutta la Sardegna. Potrebbero essere estesi anche alle barche con bandiera straniera e proprietario non italiano in sosta nelle acque nazionali per le eventuali irregolarità fiscali.

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