Lo scontro

Vigilanza Rai, Giachetti si ammanetta in Aula 

La protesta del deputato di Iv, la maggioranza fa ripartire i lavori 

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Dodici giorni di sciopero della fame, cinque ore di occupazione dell’Aula della Camera con l'aggiunta dello sciopero della sete, un pannolone e un paio di manette comprate in un sexy shop hanno dato lo scossone forse decisivo per far ripartire i lavori della Vigilanza Rai.

L’iniziativa

L’iniziativa non violenta è stata di Roberto Giachetti, deputato di Iv con radici nei radicali, ed era rivolta alla maggioranza, accusata di aver portato la commissione allo stallo, sulla scia delle divisioni sulla nomina del presidente del Cda Rai. Da dodici giorni Giachetti aveva smesso di mangiare. Vista la mancanza di risposte, alla fine dell'ultima seduta della settimana ha annunciato che avrebbe iniziato lo sciopero anche della sete e che avrebbe occupato l'Aula della Camera. Con un paio di manette si è così “ancorato” allo scranno.

Qualche ora dopo è arrivato il comunicato dei componenti di maggioranza della Vigilanza: «Non condividiamo le motivazioni», ma «abbiamo a cuore la salute di Roberto Giachetti» e quindi «ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta della Commissione».

I lavori

Quindi la ripartenza dei lavori. Una mossa che, secondo Giachetti, è stata sollecitata anche dalla premier Giorgia Meloni: «Mi ha chiamato - ha raccontato - le ho spiegato le mie ragioni, che credo abbia compreso. Credo che abbia in qualche modo facilitato la presa di posizione della maggioranza».

La presidente della Vigilanza, Barbara Floridia (M5s), non ha aspettato e ha convocato la commissione per il 27 maggio. E così Giachetti ha annunciato: «Sospendo lo sciopero della sete e sospendo lo sciopero della fame. Prendo atto di una disponibilità della maggioranza che va in controtendenza con quello che ha fatto fino a oggi».

La visita

Nelle ore di occupazione dell'Aula, Giachetti ha ricevuto la visita del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che gli ha espresso «la sua apprensione e sincera preoccupazione» per lo sciopero della fame e della sete «e l'auspicio che si possa quanto prima trovare una soluzione» per la Vigilanza. Non mancando di ricordare il monito del presidente della Repubblica dei giorni scorsi affinché la Commissione possa esercitare appieno i suoi compiti.

Il sostegno

Prima, era andato a parlare con Giachetti Paolo Trancassini, deputato di FdI e questore della Camera, uno di quelli che potrebbe essere chiamato in causa nel caso in cui si parli di sanzioni. Che però non sembrano all'orizzonte. Giachetti, che è stato monitorato costantemente dai medici di Montecitorio e dagli assistenti parlamentari, si era portato l'occorrente per portare avanti la protesta a oltranza. «Mi sono messo un pannolone, ho pensato a tutto», ha spiegato alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora . E dove ha preso le manette? «Le ho dovute comprare ad un sexy shop - ha detto - perché in Italia le manette non si possono vendere».

Nel corso delle cinque ore di occupazione, a Giachetti sono arrivati messaggi di sostegno da praticamente tutto il centrosinistra.

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