Non si trovano, e quelli che si trovano o non hanno competenze o si dimettono all’improvviso. E non per gli stipendi «tutti regolari, anzi forse fra i più cospicui». Ma perché è impossibile o quasi trovare un alloggio e poi perché chiedono sabato e domenica liberi. Camerieri, cuochi, elettricisti, manutentori, giardinieri. Ma anche lavapiatti, receptionist, salumieri, bagnini. L’industria delle vacanze a Villasimius – così come in tutta la costa del Sarrabus – rischia di andare a sbattere contro un ostacolo sempre più complicato da superare: la cronica carenza di personale.
Il Consorzio
«La situazione – spiega Sergio Ghiani, socio del Consorzio turistico - non è drammatica, di più. In pratica copriamo stabilmente appena il 30 per cento del fabbisogno del personale, per il resto è una continua ricerca. Quest’anno stiamo riuscendo a tamponare un po’ con gli argentini, in tanti arrivano qui grazie anche al fatto che ci sono giovani calciatori che giocano nel Villasimius». Argentini «che di carattere sono simili a noi sardi, fanno soprattutto i camerieri». Ma non basta: «Il problema che esiste da sempre – dice ancora Ghiani - è quello degli alloggi. Una donna delle pulizie, giusto per fare un esempio, prende 1800 euro al mese. Se ne deve pagare 400 per un alloggio, non le conviene più. Come Consorzio, in accordo col Comune, ci eravamo proposti di trovare soluzioni. Tutto è rimasto sulla carta».
Il primo cittadino
Lo sa bene, questo, il sindaco di Villasimius Gianluca Dessì: «È una difficoltà perenne – spiega – col nuovo Piano urbanistico individueremo una zona dedicata agli alloggi». Tra le soluzioni «sarebbe opportuno anche rivedere le norme – prosegue Dessì – per far sì che si possa iniziare a lavorare a 16 anni».
Le nuove generazioni
C’è poi, ed è ancora più evidente negli ultimi anni, la scarsa propensione al sacrificio: «È piuttosto complicato - spiega Giovanni D’Anna, storico direttore dell’hotel Simius Playa – trovare personale e, ancor più, trovarlo qualificato. Un tempo si aveva l’attitudine a fare le stagioni e a lunghi orari di lavoro, a prescindere dallo stipendio che deve essere quello giusto. Adesso non più». Secondo D’Anna «il problema è profondo e riguarda ormai tutti i settori anche perché la discriminante non è la paga, il fatto è che oggi diversi giovani non vogliono rinunciare al sabato e alla domenica liberi. E questo, nel mondo delle vacanze, non è possibile». E il futuro non sembra roseo: «Temo – prosegue - che sarà sempre peggio e dunque molti settori, ad esempio quello della ristorazione, saranno costretti a cambiamenti radicali». C’è poi la formula della vacanza-lavoro da parte dei giovani turisti: «Vengono per lavorare – conclude D’Anna - e, allo stesso tempo, fare la vacanza. Iniziano e poi scappano».
Da Villasimius a Costa Rei, albergo o stabilimento balneare, il discorso non cambia: «Adesso abbiamo il personale quasi al completo - dice Danilo Massessi, del Sunshine Rey – ma per trovarlo è stata una battaglia. In tanti chiedono il week-end libero. Come si può ad agosto?».
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