Gli escavatori hanno acceso i motori, ci sono i blocchi di granito dei futuri marciapiedi, ecco anche i segni tracciati per terra che delimitano i punti in cui si inizia a sbancare. Fra speranze e auspici, scetticismo e soddisfazione, in via Lubiana si assiste all’avvio del cantiere di riqualificazione da due milioni. Interesserà il segmento che va grosso modo dall’intersezione della ciclopista (ed è da qui che si comincia) sin quasi al ponte sul rio Cannas. Non un semplice restyling di strade e marciapiedi in alcuni punti disintegrati da anni, ma un intervento di rigenerazione di ampio respiro che durerà diciotto mesi.
Il piano
Il progetto è stato presentato un mese fa alla cittadinanza. Un conto è vederlo sulla carta, un altro è coglierne le caratteristiche sul campo ora che gli sbancamenti sono in partenza: «L’impresa – anticipa l’assessore ai Lavori pubblici Manolo Mureddu attende il nulla osta del sito in cui conferire i materiali che verranno smantellati». In generale, dinanzi allo scempio decennale delle condizioni del viale, il più lungo di Carbonia, porta d’ingresso sud della città, la soddisfazione dei residenti è dilagante. Ma pure gli interrogativi. Uno, in particolare, è ricorrente ed è un sassolino nelle scarpe che i residenti di via Lubiana si trascinano da anni: «Ma quando tutto sarà finito – afferma, e non solo lui, Omar Piras, 50 anni – cambierà anche l’odissea di quell’uscita fra la via e la statale 126 che da vent’anni ci obbliga a giri immensi?».
I dubbi
Il progetto prevede il rifacimento dell’asfalto, dei marciapiedi, delle reti di raccolta delle acque, la riduzione della strada (sarà di 7 metri), un sistema variabile di parcheggi intervallati da aree verdi: «Da un lato la qualità dei marciapiedi – analizza Mariano Lisci, 70 anni – è finalmente garanzia per gli utenti deboli a cui ora è preclusa una semplice passeggiata in via Lubiana, ma per mio conto la perplessità riguarda il numero degli stalli: col sistema a spina di pesce sarebbero stati di più rispetto alle isole incavate dove bastano un paio di vetture parcheggiate male per ridurre della metà i posti disponibili». Lo sostiene anche Graziano Manca, 55 anni: «Intanto l’auspicio è che adesso in estate le lavorazioni siano celeri, ma si poteva trovare un compromesso fra la necessità di offrire l’arredo urbano ora quasi del tutto assente con quella di evitare il risultato che si riscontra in altre zone della città dove la rivisitazione dei parcheggi ne ha ridotto il numero perché lasciati all’anarchia». Alcuni suggeriscono già modifiche, come nell’analisi di Nicola Masia, emporio di biciclette: «Nel grande piazzale di fronte al negozio sono previste aiuole e alberi ma così sparisce lo spazio per lo scarico merci con i mezzi che dovranno rimanere in strada la cui larghezza verrà peraltro ridotta». Il Comune garantisce che sarà sul campo ogni giorno per verificare le esigenze dei cittadini e valutare eventutali correttivi che dovessero rendersi necessari.
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