Consiglio

«Venti miliardi per rifare le ferrovie sarde» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un piano straordinario per le ferrovie della Sardegna con l’obiettivo di superare il gap storico. Per arrivare alla perequazione infrastrutturale proposta ieri dal gruppo consiliare del Pd e dal segretario del partito Silvio Lai potrebbero essere necessari tra i 18 e i 22 miliardi di euro - a valere prevalentemente su fondi statali (e in particolare su quello dedicato di rete ferroviaria italiana) e della prossima programmazione europea) - mentre sui tempi di costruzione delle opere si ipotizzano una decina d’anni. Condizioni necessarie per la perequazione infrastrutturale sono l’elettrificazione completa della rete e il raddoppio dei binari. E, ovviamente, la dotazione nella provincia di Nuoro di collegamenti alla rete ferroviaria nazionale. È tutto in una mozione del gruppo Pd presentata dal primo firmatario Gigi Piano, che ha subito sottolineato: «La perequazione infrastrutturale è una prevista per legge: non stiamo chiedendo un intervento normativo ma l’attivazione di un tavolo Regione-Governo per l’adozione di un preciso impegno finanziario».
Per il riammodernamento delle ferrovie sarde servono dai 18 ai 22 miliardi di euro: «La Sardegna ha una rete ferrata simile a quella siciliana – ha precisato Silvio Lai – per il piano di interventi della Sicilia, iniziato nel 2016, si sono spesi 18 miliardi di euro. Se in Sardegna aggiungiamo la rete Abbasanta-Nuoro arriviamo a circa 22 miliardi. Risorse ingenti che nella programmazione europea si possono comunque recuperare. La Sardegna può inoltre fare una scelta strategica e decidere di destinare al sistema ferroviario una sua quota di finanziamento».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI