Bruxelles. Ben 12 miliardi di euro. È il conto che la Germania dovrà pagare per dotarsi di quelle capacità a lungo raggio - missili balistici, da crociera o droni - necessarie per colpire le retrovie russe in caso di guerra. Un arsenale che, stando alla dottrina emergente, serve anche a scopo di deterrenza, per scoraggiare il Cremlino da qualsivoglia mossa avventuristica. A darne notizia è Politico, dopo aver visionato alcuni documenti interni del ministero della Difesa tedesco.
Queste armi - si legge - consentirebbero alle forze armate tedesche di colpire obiettivi situati a centinaia o addirittura migliaia di chilometri dietro la linea del fronte, tra cui, potenzialmente, «centri di comando, aeroporti, lanciatori di missili e centri di rifornimento». I documenti interni definiscono questa iniziativa «una priorità assoluta» sia per la Germania che per la Nato, in un momento in cui i Paesi europei si stanno riarmando per contrastare quella che considerano una crescente minaccia da parte della Russia. Il piano si articola in quattro parti: le prime armi dovrebbero essere pronte già dal prossimo anno, mentre i sistemi più avanzati, realizzati in collaborazione con il Regno Unito, sono previsti per la metà del prossimo decennio.
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