«Alla presidente Alessandra Todde va riconosciuto un risultato, aver reso trasversale una certezza: così la sanità sarda non regge», dice Massimo Cinus, segretario generale della Cisl Fp. «Lo dicono i cittadini, costretti a misurare la crisi sulla propria pelle, tra visite rinviate, liste d’attesa, servizi ridotti e percorsi di cura sempre più faticosi. Lo dicono i lavoratori. Lo dicono organizzazioni sindacali diverse, ordini professionali, amministratori locali e perfino parti della stessa maggioranza regionale. La sanità sarda ha bisogno di fatti concreti, non di nuovi annunci destinati a sovrapporsi a quelli fatti nelle precedenti legislature».
Prosegue Cinus: «Nel più breve tempo possibile deve essere pubblicato, per ogni azienda, presidio e professione, il numero del personale effettivamente in servizio, delle nuove assunzioni, delle stabilizzazioni, delle mobilità, delle cessazioni, dei posti autorizzati e di quelli realmente coperti. Deve essere indicato il saldo netto degli organici e resa pubblica la ricognizione del personale in possesso dei requisiti per la stabilizzazione. Serve inoltre un piano regionale del personale sanitario, tecnico e amministrativo almeno fino al 2035».
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