Viabilità.

Una strada lastricata di croci 

Decine di incidenti, a volte mortali, sulla Olbia-Arzachena 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Una decina di incidenti gravi, due frontali con una persona deceduta e dieci feriti, numerosi tamponamenti e tempi di percorrenza raddoppiati: è il bilancio parziale, dell’estate 2026 sulla Olbia Arzachena. Di fatto le forze dell’ordine, dalla fine di giugno, operano quasi quotidianamente sulla Statale 125. Una strada che, per i volumi di traffico turistico estivi, dovrebbe essere moderna e sicura e invece ha il tracciato per i carri con i buoi. Alessandra Sabba era una commercialista riminese, aveva 49 anni, madre di un bambino di sette anni e di una ragazzina di 13. Era partita dal suo paese, Pennabilli, per trascorrere le vacanze in Sardegna e ha perso la vita sulla Ss 125, all’altezza di Casagliana. Domenica 26 luglio, altre sei persone coinvolte in un frontale e trasportate in ospedale, tra di loro due bambini. La Olbia Arzachena, con l’aumento dei volumi di traffico, si sta rivelando sempre più una arteria drammaticamente inadeguata. Filippo Sanna è il coordinatore del Tag, il Tavolo delle associazioni di categoria della Gallura, dice: «Di recente abbiamo avuto modo di portare di nuovo all’attenzione della giunta regionale il tema della Olbia Arzachena. Dobbiamo insistere perché qualcosa si sta muovendo. L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, sta dimostrando grande attenzione per questo territorio e ha un approccio operativo. Ci siamo rivolti a lui, come ci rivolgiamo al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha parlato di forti investimenti in Sardegna. La Olbia Arzachena deve essere una priorità».

«Subito i lavori»

La Regione ha avviato la procedura di valutazione di impatto ambientale per la nuova strada statale, tratto Arzachena Nord. Ivana Russu, vice segretaria regionale del Partito Democratico ed esponente di spicco del centrosinistra in Gallura, pone un’altra questione: «Da anni parliamo di grandi progetti e grandi investimenti per questa strada. Una discussione ultradecennale che tale è rimasta. Nel frattempo, però, avremmo potuto intervenire almeno per mettere in sicurezza la strada e non è stato fatto. Forse l’urgenza è questa, lavorare subito nel punti di maggiore rischio. Sino ad oggi abbiamo soprattutto parlato».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi