Madrid. «Una scena dantesca. C'erano molte vittime in condizioni terribili. La maggior parte erano giovani. Non mi ero mai trovato ad affrontare una situazione simile». È il racconto di un sacerdote di Consuegra, accorso sul luogo del disastro ferroviario vicino a Toledo, sulla linea Madrid-Siviglia. Almeno 68 i morti nel tamponamento tra due treni, con 544 passeggeri a bordo. La stessa tratta era già stata teatro a gennaio della strage di Adamuz, costata la vita a 146 persone. Il sacerdote ha impartito l'estrema unzione a due vittime.
Tra i sopravvissuti, Jorge Guales, colombiano di 53 anni, diretto a Cordoba: visto del fumo, è uscito da una porta aperta e ha aiutato altri passeggeri a fuggire, attraversando il fossato e una recinzione danneggiata dai residenti. Un altro testimone: «Abbiamo visto il convoglio dell'Iryo con i vagoni deragliati, molte persone distese a terra, sanguinanti, che non davano segni di vita. Morti e feriti ovunque, un disastro».
A Urda, a otto chilometri dallo schianto, sono stati allestiti punti di assistenza per feriti e familiari. I casi più gravi sono stati trasferiti in elicottero a Madrid. Alla stazione di Atocha è operativo un centro di sostegno psicologico per i parenti. «Arrivano in tanti in ansia, perché non riescono a contattare i propri parenti e sono molto preoccupati», ha spiegato Pascual Galera, responsabile della Protezione civile di Madrid. Il centro resterà aperto 24 ore su 24, seguendo il protocollo già adottato dopo la tragedia di Adamuz.
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