Sanità

«Un solo medico per il Centro trasfusionale» 

Nuoro, il dg dell’Asl Trotta convoca una riunione sul caso 

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Per dieci giorni un servizio che deve essere garantito h24, sette giorni su sette, quello del Centro trasfusionale del San Francesco di Nuoro, ha potuto contare soltanto su un medico. «Se fosse successo qualcosa a lei, che so una frattura alla gamba, sarebbe collassato tutto». È il quadro drammatico e inedito, tracciato ieri in commissione Sanità al Comune di Nuoro dal consigliere del M5S Alessandro Murgia, che dopo le criticità del Pronto soccorso, dell’Ortopedia in h12 sino a fine luglio, ha acceso i riflettori sulla situazione del centro trasfusionale nuorese.

Paralisi totale

Il reparto, snodo essenziale dell’intero ospedale, è in forte difficoltà per carenza di medici. Per Murgia, dei 12 professionisti previsti in organico, solo 3 sono in servizio. Per dieci giorni era uno solo. Una situazione definita «un pericolo enorme, concreto e attuale». L’allarme sulle possibili conseguenze all’operatività dell’ospedale. «Il Centro trasfusionale è indispensabile per tutto il San Francesco - ha spiegato Murgia, ematologo - se si ferma, a cascata si ferma il blocco operatorio, il punto nascita, ematologia e tutto ciò che richiede disponibilità immediata di sangue».

Le conferme

Il dg dell’Asl 3 Francesco Trotta, convocato in commissione dal presidente Matteo Cicalò (Pd), ha confermato la difficoltà: «Sappiamo della sofferenza, siamo consapevoli che si tratta di uno snodo dell’assistenza che ha ripercussioni sugli altri reparti. Stiamo lavorando per garantire turnazioni migliori». Trotta ha però invitato a non creare allarmismi, cercando di minimizzare quello che è stato un rischio altissimo per un ospedale intero, spiegando che l’azienda sta valutando tutte le soluzioni possibili. Poi nel pomeriggio, ha convocato d’urgenza una riunione durissima con tutti i capi dipartimento chiedendo soluzioni.

Rsa e ortopedia

Nel confronto emerse altre criticità del San Francesco e della rete territoriale. Tra i temi sollevati dal consigliere Pierluigi Saiu, la questione Rsa di Nuoro, con Trotta che ha detto di una «previsione che parla di una necessità per il bacino di circa 220 posti» mentre oggi in città la disponibilità è zero, e in «futuro una prospettiva di minimo 65». Saiu ha chiesto chiarimenti anche su Ortopedia, Pronto soccorso e sul reclutamento dei medici, domandando quanti professionisti arriveranno dalle procedure regionali e quanti saranno effettivamente destinati in città. «Per ora nessuno, stiamo vagliando tutte le possibilità» la risposta, col dg che ammette di non sapere, come denunciato invece da Cgil, Cisl e Uil, che i medici possono rifiutare Nuoro senza conseguenze in graduatoria. Maura Chessa ha denunciato che nei festivi molti cittadini rimangono senza Guardia medica, costretti a rivolgersi al Pronto soccorso. Trotta, che ha smentito la chiusura del Pronto soccorso di Sorgono, ha illustrato il percorso di riorganizzazione con case di comunità e nuove modalità di presa in carico dei pazienti cronici. Ma sul tavolo rimangono le emergenze immediate e irrisolte: carenza di medici, liste d’attesa e tenuta dei servizi ospedalieri.

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