Fratelli d'Italia le tenterà tutte per provare a portare a casa le preferenze. L’obiettivo del partito della premier nella complessa vicenda della legge elettorale è messo in chiaro anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, sostenitore della prima ora di questo meccanismo. «Io credo che alla fine Fratelli d'Italia» presenterà l'emendamento «dopo averne discusso giustamente con gli alleati». E, secondo quanto viene spiegato dai meloniani, il tentativo, che andrà avanti fino all'ultimo momento utile, è quello di provare a trovare una formula a prova di voto segreto e che possa, quindi, effettivamente avere chance di passare in Aula.
Un intento piuttosto arduo. Dalle parti di FI si ribadiscono i dubbi su qualsiasi formula che possa essere mista (come i capilista bloccati) e non, eventualmente di preferenza pura. E restano le perplessità della Lega anche se secondo qualcuno il partito di Salvini potrebbe decidere alla fine di non mettersi del tutto di traverso contando sulla quasi certa bocciatura nel voto segreto. Gli sherpa sono, ad ogni modo, al lavoro e a via della Scrofa si è tenuta una nuova lunga riunione di maggioranza, oltre tre ore, nella quale, i nodi non sarebbero stati del tutto sciolti. In primis quello delle preferenze con posizioni in campo che vengono definite da una fonte ancora «piuttosto consolidate». Si continua a lavorare, comunque, anche perché resta ancora tempo fino alla scadenza del termine per gli emendamenti di lunedì. Intanto, un intervento che quasi certamente dovrebbe arrivare è quello sul voto all’estero. L'ipotesi al vaglio dalla maggioranza sarebbe quella di un collegio unico al Senato e due collegi Europa ed extra-Ue alla Camera. «Una simile riforma - attacca però Christian Di Sanzo, deputato eletto in Nord e Centro America - priverebbe le comunità italiane all'estero di una effettiva rappresentanza: nessun parlamentare potrebbe mantenere un rapporto costante con comunità distribuite in tutto il mondo». Ma sul punto la maggioranza parrebbe vicina all’intesa. Difficile, invece, ipotizzare un intervento sul voto dei fuori sede: le ipotesi non convincono. Così come sembra complicato immaginare un ritorno in campo del ballottaggio qualora nessuno superi la soglia per il premio. Intanto a Napoli il Campo largo si è riunito ed Elly Schlein, dal palco, ha gridato: «Vogliono cambiare la legge elettorale, hanno paura di perdere».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
