Il caso.

Un milione di dati rubati al consulente di Report e dei Pm 

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Da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi, da John Elkann a Massimo D’Alema fino al tesoriere della Lega Alberto Di Rubba. Sono alcuni dei nomi contenuti nel milione di file che - stando alla denuncia del commercialista Giangaetano Bellavia, consulente di diversi pm e di Report - sarebbero stati portati via dal suo studio. La Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con citazione diretta per una ex professionista dello studio Bellavia, con l’ipotesi di “accesso abusivo a sistema informatico” nella copiatura del file. Il caso, riportato dal Corriere della Sera, accende la polemica politica: la Lega punta il dito contro «la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega» e annuncia un esposto; Iv e FdI prospettano interrogazioni sul tema al guardasigilli Carlo Nordio. I renziani parlano di uno «scenario inquietante», i meloniani rilevano «la gravità del fatto che un consulente delle Procure faccia sui medesimi argomenti anche da consulente in veste privata per trasmissioni». Ad attaccare per primi sono i leghisti, che definiscono «altamente preoccupanti le notizie, che confermerebbero il vizio di indagini parallele e opache nei confronti del tesoriere del partito Alberto Di Rubba». E chiedono conto di «mandanti e destinatari di questi dossier». A stretto giro la replica di Ranucci: «Non c’è nulla di riservato di Report che è stato trafugato o sarebbe stato spostato» dallo studio Bellavia. E «non c’è nessun materiale riservato che ha portato a processi mediatici. Sui processi dei commercialisti della Lega, Report non ha alcun merito - punge a sua volta - se non quello di averli raccontati». E da FdI chiedono «se le Procure erano a conoscenza del duplice ruolo di Bellavia e se abbiano messo in atto tutte le dovute garanzie (e se sì quali) affinché questa grave commistione fosse evitata, garantendo così la riservatezza delle informazioni a cui aveva accesso Bellavia».

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